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KILLER DEL GREEN RIVER (IL) - recensione

Titolo: KILLER DEL GREEN RIVER (IL)
Titolo originale: Green River Killer. A True Detective Story.
Regia: Jeff Jensen - Jonathan Case (disegni)
Interpreti:
Anno: 2013

Il detective Tom Jensen ha trascorso vent’anni a cercare di catturare il più feroce serial killer della storia degli Stati Uniti, il killer del Green River di Seattle. Nell’estate del 2003 ha potuto rivolgergli la domanda che gli bruciava dentro dall’inizio di quella caccia all’uomo.

 

Seattle è Seattle. 

Una delle città più piovose d’America, nota per la stranezza dei suoi abitanti (Twin Peaks docet) e per essere la patria del grunge, il “disagio” per eccellenza degli anni 90.  In questo contesto si snoda la storia del Killer del Green River, uno dei grandi spauracchi d’Oltreoceano colpevole di qualcosa come 49 omicidi accertati e almeno 70 presunti compiuti tra il 1982 e il 2001. Tutte prostitute. La più giovane aveva 15 anni.

 

A raccontare la vicenda in modo magistrale c’è qui Jeff Jensen, senior writer per Entrattainment Weekly figlio del detective che indagò sugli omicidi e guidò la “Green River Task Force”. A supportarlo in questa discesa nei ricordi e nella ricostruzione accurata dell’indagine ci sono i disegni di Jonathan Case già vinciotre di un premi Eisner.

 

Stephen King lo ha definito “fantastico”, Ed Brubaker lo considera “uno dei fumetti polizieschi più inquietanti che abbia mai letto” e il New York Times lo definisce “un’epica storia poliziesca”. Per quel che conta, per chi qui scrive, è tutto vero.

 

Notevole, con una scena d’apertura feroce e memorabile (per altro riferita al primo presunto tentato omicidio dell’assassino) IL KILLER DEL GREEN RIVER è esattamente ciò che dovrebbe essere una graphic novel poliziesca: noir come un romanzo di James Ellroy e meticolosa come Manhunter o Zodiac. 

 

L’affettuoso ritratto di un figlio nei confronti del padre, un’agghiacciante e sinuoso percorso segnato dagli spietati omicidi di un assassino seriale, un atmosfera plumbea squarciata da intensi momenti di speranza che ci mostrano come il bene possa essere implacabile nei confronti del male nonostante la ferocia. 

Se è questo che cercate, allora IL KILLER DEL GREEN RIVER fa per voi.

 

Pubblicato in Italia dalla Bao, è arrivato in libreria nel 2013.

 

Curiosità numero 1: Gary Ridgway, il Killer del Green River ha dichiarato di essere diventato schiavo della necroflia e per questo ha deciso di seppellire le proprie vittime in luoghi sempre più lontani, rendendo così involontariamente le indagini estremamente complicate.

 

Curiosità numero 2: la tecnica preferita di Gray Ridgway era quello di abbordare prostitute mostrando loro il figlio Matthew. Dopo averle caricate nel pick up, raggiungeva un luogo appartato e le strangolava con un laccio.

 

Curiosità numero 3: Gary Ridgway è rimasto impassibile per tutta la durata del processo. Solo nel 2003 durante l’udienza, uno dei parenti della vittime gli disse in aula di averlo perdonato. Ridgway scoppiò a piangere disperato. Attualmente Ridgway si trova rinchiuso nel penitenziario di Walla Walla. Condannato a 480 anni di carcere, senza alcuna possibilità di uscita.



 

 

 

 

 

 



scritto da: Francesco Cortonesi


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