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UNDER THE SKIN - recensione

Titolo: UNDER THE SKIN
Titolo originale: Under the skin
Regia: Jonathan Glazer
Interpreti: Scarlett Johansson, Paul Branigan, Jessica Mance, Joe Szula, Adam Pearson
Anno: 2013


Tutti speriamo che l’umanità non sia l’unica specie vivente ad essere dotata di una certa intelligenza, nell'Universo.  E' brutto pensare di essere gli unici ad avere una mente complessa e sistemi di comunicazione raffinati, gli unici ad avere creato una forma di civiltà;  fa venire quasi l’angoscia.  Ebbene, secondo Under the skin questo problema non sussiste:  non siamo soli neanche su questo pianeta.  In mezzo a noi ci sono esseri provenienti da altri mondi o altre dimensioni, che sono capaci di assumere sembianze umane e di muoversi senza che le distinguiamo dai nostri simili, protette dall’anonimato tipico della vita metropolitana. Di fatto, l’incontro con una di queste creature è da evitare:  sfruttando i meccanismi di seduzione tipici della nostra specie, non esitano a attirarci in luoghi isolati, imprigionarci in una sostanza liquida e nutrirsi di noi con comodo.  Gli alieni rivolgono la loro attenzione solo verso le loro possibili vittime, e agli altri esseri umani che incrociano loro la strada, sia che si tratti di vecchi o di bambini in pericolo, non danno maggior attenzione di quella che noi rivolgiamo alle formiche.  Ma a un predatore, fosse anche del tutto estraneo all’umanità, quando è costretto a imparare la nostra lingua e a condividere le nostre strutture sociali, può succedere qualcosa di imprevisto: può sentirsi solo. Oppure può scattare in lui qualcosa che lo spinga a voler comprendere meglio la nostra specie, che prima considerava composta solo da animali da macello.  Quali conseguenze dovrà allora affrontare?

 


Jonathan Glazer, affermato regista britannico (autore del bel noir Sexy beast e del dimenticabile Birth – Io sono Sean, oltre che di vari storici videoclip musicali) si avvale di pochi effetti speciali (ma buoni) e della partecipazione della star Scarlett Johansson, veramente brava e intensa, per realizzare un film dall’atmosfera coinvolgente e destinato a rimanere nella memoria degli spettatori.  

 


Under the skin, tratto dall’omonimo romanzo di Michel Faber, può deludere chi in un horror (o meglio, in un horror fantascientifico) cerca solo schizzi di sangue e mostruosità assortite, mentre piacerà senz’altro agli spettatori più esigenti e attivi.  È uno di quei film nei quali non si sa mai se quello che si vede corrisponde alla realtà o è una metafora, perché il regista usa (e lo fa alla perfezione, senza cadere nello sperimentalismo fine a se stesso) tecniche narrative originali.  Preparatevi a mettere in discussione le vostre certezze:  le più evidenti mostruosità sono reali (Adam Pearson, l’uomo dalla faccia deforme che compare in una scena non indossa una maschera, ma è affetto da neurofibromatosi) e Glazer riesce a far apparire del tutto aliene scene e facce comuni.  L’umanità vista dai freddi occhi di un alieno è una specie ben strana:  i veri alieni siamo noi.

 


Caldamente consigliato.



scritto da: Andrea Berneschi


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