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ALIEN 3 - recensione

Titolo: ALIEN 3
Titolo originale: Alien 3
Regia: David Fincher
Interpreti: Sigourney Weaver, Lance Henricksen, Charles Dutton, Charles Dance, Pete Postlethwaite, Brian Glover
Anno: 1992

Saga di Alien: capitolo terzo. Le atmosfere cupe o soffocanti di David Fincher non bastano a sorreggere una vicenda dallo svolgimento farraginoso e sotto tono, animata solo dalla bontà del cast. Nonostante ciò, rimane un gradevole esempio di fanta-horror.



Questo terzo capitolo inizia dalla morte dei sopravvissuti al precedente capitolo. Torna ovviamente Ripley, finita su un pianeta che in realtà è una colonia penale, popolato esclusivamente da ergastolani di sesso maschile. Quando la creatura aliena penetra all’interno della prigione, le morti iniziano a moltiplicarsi e, solo con il sacrificio (apparente, a quanto pare) della propria vita, Ripley riesce a salvare la situazione.

 

Con la terza parte della serie creata dal duo Dan O’Bannon e Ronald Shusset (gli stessi dietro al piacevole Morti E Sepolti, 1981 di Gary A. Sherman) nel 1979, veniamo introdotti in una dimensione del terrore più psicologica che fisica. Ci distacchiamo così dalla brutale tensione generata da Ridley Scott nel capostipite e dai forsennati ritmi militareschi applicati da James Cameron nel suo “sequel”, profetizzando in qualche modo le angosciose atmosfere del notevole Se7en,  che Fincher dirigerà più tardi.

 

È un peccato che la pellicola fatichi a decollare, riuscendoci solamente nell’ultimissima parte, quando però l’eccesso finisce per risultare delirante, incapace di portare ad altro che a uno sprofondamento ulteriore dell’intera operazione, che si mantiene  in ogni caso sulla sufficienza.

 

Al solito ottima la Weaver nel ruolo della sua vita, mentre il resto del cast è professionalmente convincente, con dei picchi offerti da Brian Glover e dalla sempre gradita presenza di Lance Henricksen (AVP: Aliens vs Predators 2004 di Paul Anderson).

 

Dategli un'occhiata, ma non aspettatevi troppo.



scritto da: Michael Wotruba


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