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AFRICA ADDIO - recensione

Titolo: AFRICA ADDIO
Titolo originale: Africa Addio
Regia: Gualtiero Jacopetti, Franco Prosperi
Interpreti:
Anno: 1966

Un mondo-movie che illustra (per alcuni bene, per altri malissimo) i cambiamenti dell'Africa negli anni '60. La fine del colonialismo apre il sipario a nuovi massacri.


 

AFRICA ADDIO è un lungo viaggio in varie zone dell'Africa, mirato a catturare immagini e a raccogliere testimonianze visive sui cambiamenti che il continente stava attraversando, intorno alla metà degli anni '60. Finita la colonizzazione, gli abitanti cercano una propria identità, appoggiandosi a stili e a rituali importati però dai paesi cosiddetti "civilizzati": le donne cominciano a vestirsi in maniera ammiccante per rinnegare la schiavitù vissuta durante il colonialismo e gli indigeni prendono possesso delle ricchezze che fino a quel momento erano di proprietà degli inglesi. Nel lungo Safari di Jacopetti e Prosperi, viene mostrata la grande fatica che l'Africa fa per civilizzarsi.

 

In assenza di leggi efficaci a causa delle mutazioni repentine che stavano avvenendo, il territorio africano si trasforma in un'immensa battuta di caccia, dove i bracconieri danno libero sfogo alla loro furia distruttiva. Quello che più disturba in questa pellicola è l'insistita attenzione sulle stragi ai danni di animali (tante, troppe). Elefanti macellati e privati delle zanne, ma anche massacri di gazzelle, ippopotami e zebre. Immense mattanze impossibili da controllare, anche per gli organi che cercavano di occuparsi della tutela della fauna.

Jacopetti mostra anche lunghe distese di cadaveri di suore, arabi e musulmani, ripresi dall'alto volando in elicottero e buttando l'occhio su fosse comuni, piene di teste e mani tagliate di netto che formano grosse montagne putrescenti. Un processo di automassacro a cui l'Africa era destinata per l'assenza di un Governo e di uno Stato autonomo. Per aumentare l'empatia dello spettatore di fronte alla crudezza delle scene mostrate, viene usata la partitura di Riz Ortolani: musica dolce e immagini shock (come ormai è stato appurato più volte e in varie discussioni), nei mondo movie formano un mix micidiale e Jacopetti lo sapeva bene.

 

Molte le polemiche (che hanno aumentato la popolarità di AFRICA ADDIO) all'uscita del film: apologia del colonialismo e fascismo nella rappresentazione degli eventi bastano e avanzano per spedire questo film nell'Olimpo dei film maledetti per sempre. Le discussioni sull'autenticità di alcune scene continuano ancora oggi, anche se per chi scrive l'ipotesi più verosimile è che Jacopetti sia riuscito a creare un'immenso meccanismo di propaganda per ottenere pubblicità, spacciando per vere (e poi smentendo) alcune situazioni. In ogni caso, le uccisioni degli animali non sono ricostruite e, anche solo per questo, la visione di AFRICA ADDIO risulterà insostenibile per un gran numero di persone. Eppure, all'epoca incassò un botto...



scritto da: Federico Lazzeri


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