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AKUMETSU - recensione

Titolo: AKUMETSU
Titolo originale: Akumetsu
Regia: testo di Yoshiaki Tabata e disegni di Yuki Yogo
Interpreti:
Anno: 2002-2006


Nel Giappone moderno, devastato da una situazione economica disastrosa e con un debito nazionale in continua crescita, compare un misterioso giustiziere mascherato, Akumetsu (letteralmente “giustiziere del male”) che si impone di spazzare via la feccia che governa il popolo giapponese. Per farlo, Akumetsu ricorre a spietati attacchi terroristici, mirati a uccidere un singolo bersaglio, quasi sempre burocrati rampanti che si sono arricchiti con i soldi delle tasse o politici corrotti che hanno compromesso la loro integrità. Alla fine di ogni uccisione accade però un fatto strano, Akumetsu si uccide, facendo detonare la maschera che porta, rendendo impossibile stabilire chi si nasconda dietro di essa. La cosa più strana è che puntualmente un nuovo Akumetsu prende il posto di quello deceduto, continuando la sua opera. La vera identità di Akumetsu è Sho, uno studente che aspira a cancellare la corruzione dal suo paese. Per fare questo, usando l’identità di Akumetsu, stringe un patto con il pavido primo ministro giapponese: entro un mese dovranno essere varate delle riforme per migliorare il paese o lui sarà la sua prossima vittima. In questo contesto si muovono studenti incuriositi da questo misterioso vigilante, politicanti pavidi e meschini e agenti di polizia che cercano di fermare il letale Akumetsu.


Opera curiosa quanto violenta e bizzarra, AKUMETSU spicca sì per le sue situazioni violente e sopra le righe che per l’atteggiamento genuino e quasi populista del protagonista della storia.

 

Malgrado si impegni con tutto sé stesso Sho è consapevole della futilità della sua opera, lo sterminatore del male non potrà mai uccidere tutti i malvagi del mondo e l’impossibilità della sua impresa è costantemente rimarcata in più occasioni. Questo però non gli impedisce di mettere in scena vere e proprie carneficine da lasciare impresse nella mente della popolazione che osserva il massacro dei politici corrotti felice e compiaciuta di tale opera. Più la trama va avanti, più le uccisioni si fanno eccessive, spettacolari e quasi cartoonesche.


Ed è proprio attraverso la violenza che sho spera di imprimere il suo messaggio per un futuro migliore alla gente, la stessa violenza che loro stessi hanno subito per mano di una burocrazia intricata e dispendiosa e di un sistema corrotto e troppo marcio per essere salvato.

 

Non c’è dubbio che AKUMETSU sia una storia capace di non annoiare il lettore e che sia perfettamente in grado di aizzare gli animi nei confronti di antagonisti detestabili e impossibili da perdonare. Spesso però l’esagerazione messa nei confronti delle vittime sfiora nel ridicolo, con protagonisti belli e fascinosi e antagonisti brutti, vecchi e dall’aspetto grottesco.


Se siete disposti ad accettare un surreale piuttosto grossolano, allora AKUMETSU è quello che fa per voi.  Una serie forte, rabbiosa, sanguinaria ed eccessiva. con tutto quello che ne consegue.

 

AKUMETSU è uscito in Italia nel 2009 anche in unico volume per la Mondadori, nella collana Piccola Biblioteca Oscar



scritto da: Matteo Moretti


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