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MACHINE (THE) - recensione

Titolo: MACHINE (THE)
Titolo originale: Machine (The)
Regia: Caradog W. James
Interpreti: Toby Stephens, Caity Lotz, Denis Lawson, Pooneh Hajimohammadi
Anno: 2013

Nel futuro prossimo le nazioni della Terra sono divise tra due schieramenti opposti, quello occidentale e quello filocinese; la nuova guerra fredda, alla stregua di quella che ebbe come protagonisti U.S.A. e U.R.S.S., non manca di produrre saltuari scontri armati tra i contendenti. Per superare la situazione di stallo, le potenze occidentali vogliono creare androidi indistruttibili dalle sembianze umane, farli penetrare come infiltrati dietro le linee nemiche e assegnare loro il compito di colpire i vertici delle gerarchie cinesi. Fa parte di questo progetto una cinica azienda legata al Ministero della Difesa Inglese, che conduce esperimenti sui soldati tornati dalle zone di guerra con danni cerebrali o altre menomazioni. Nel tentativo di dotare i robot di un’intelligenza simile a quella umana, qualcuno va più vicino all’obbiettivo di quanto si credeva possibile… 

 

The Machine è un dignitoso fantahorror britannico i cui modelli di riferimento, più che la saga di Terminator, sono Blade Runner (la brava Caity Lotz potrebbe benissimo essere presa per uno dei replicanti del film di Ridley Scott) e il RoboCop del 1987, al quale probabilmente il regista si è ispirato per le scene disturbanti. L’androide Ava aggiunge una nuova figura alla galleria cinematografica dei cyborg assassini; di sicuro risulta più credibile e inquietante di quello che si muove sulle strade di Detroit nel remake 2014 del film di Verhoeven (ma non è che ci volesse poi tanto).

 

La dose di splatter è alquanto bassa, ma questo non è un difetto; il film riesce a coinvolgere lo spettatore con pochi ma solidi elementi: l’ ambientazione (una base militare segreta perfettamente ricreata), l’azzeccata colonna sonora, un uso interessante delle luci e soprattutto la caratterizzazione di alcuni cyborg, apparentemente umani ma dotati di voci distorte. Peccato che il regista non abbia voluto puntare di più sulla suspense e sul senso del “disturbante”; dopo un inizio di alto livello il film si incarta un po’ e non riesce a mantenere fino in fondo le promesse che aveva fatto allo spettatore.


Il budget relativamente basso è stato impiegato in modo efficace; The Machine ha vinto diversi premi (BAFTA Cymru, Raindance Film Festival, British Independent Film Award).

Merita senz'altro una visione.

 



scritto da: ANDREA BERNESCHI


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