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POSSESSION (THE) - recensione

Titolo: POSSESSION (THE)
Titolo originale: Possession (The)
Regia: Ole Bornedal
Interpreti: Jeffrey Dean Morgan, Kyra Sedgwick, Natasha Calis, Madison Davenport, Matisyahu, Grant Show
Anno: 2012

Clyde e Stephanie Brenek, da poco separati e in attesa di divorzio, non vedono inizialmente motivi di preoccupazione quando, Emily la loro figlia minore diventa stranamente ossessionata da una vecchia scatola di legno acquistata in un mercatino. Ma quando Emily comincia a comportarsi in modo sempre più aggressivo, i due genitori iniziano a litigare furiosamente fra loro addossandosi reciproche responsabilità. A quel punto però è Clyde a scoprire che la scatola è stata costruita per contenere un Dibbuk, uno spirito smarrito che si impossessa di un vivente e lentamente lo divora da dentro. A quel punto decide di organizzare un esorcismo...

 

Insomma.

 

Lo script è sostanzialmente banale e non mancano cadute di tono che sfociano nel ridicolo involontario. La tensione è costruita con situazioni stereotipate degne più di Scary Movie che di un film dell'orrore e solo il finale riesce a fornire un paio di scene assolutamente non originali ma che per lo meno funzionano sul piano visivo.

 

Nessun personaggio si salva. La caratterizzazione apparentemente accettabile e non troppo scontata (il padre allenatore di basket, la madre salutista, la figlia minore vegetariana convinta, il rabbino esorcista e il nuovo compagno della madre dentista) di fatto è totalmente gratuita e ininfluente rispetto a quanto accade. Del resto gli eventi sono così bizzarri e i dialoghi strampalati che è impensabile sperare che ci possa essere una qualche identificazione dello spettatore con i protagonisti.  

 

Peccato, perché volendo lo spunto di partenza non è proprio da buttare. La Dibbuk Box è interessante e l’idea di far riferimento al folkore ebraico (il dibbuk è uno spirito irrequieto, di solito maligno, in grado di tormentare e di possedere la vita) è tutto sommato abbastanza originale.

 

In Usa è andato misteriosamente molto bene, ma  per quanto ci riguarda è al massimo un film da consigliare esclusivamente ai completisti che per lo meno troveranno una qualche gratificazione nell’aggiungere un tassello alla loro collezione di leggende folkloristiche approdate sul grande schermo.

 

Dvd italico nella media. Contiene anche il mockumentary deicato alla Dibbuk Box.

 

Curiosità numero 1: Nonostante i numerosi riferimenti reperibili sul web e il documentario recuperabile negli extra del dvd, la Dibbuk Box probabilmente non esiste e si tratta solo di una trovata di lancio del film.

 

Curiosità numero 2: il dibbuk nel film parla polacco.

 

Curiosità numero 3: produce Sam Raimi che ormai sembra interessato solo a copioni mediocri.



scritto da: Francesco Cortonesi


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