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MACABRE - recensione

Titolo: MACABRE
Titolo originale: RUMAH DARA
Regia: Mo Brothers
Interpreti: Shaarifa Daanish, Imelda Therinne, Arifin Putra, Julie Estelle, Ario Bayu, Sigi Wimala, Daniel Mananta, Mike Lucock, Dendy Subangil
Anno: 2009

Un gruppo di ragazzi e ragazze indonesiani (alcuni sono in procinto di emigrare in Australia, una di loro è incinta) si imbatte in una donna disorientata sotto la pioggia che chiede di essere riaccompagnata a casa. I giovani cittadini di Bandung decidono di darle il passaggio e la portano verso una villa situata in una zona rurale. Qui sono accolti dalla madre della ragazza (una splendida Shaarifa Daanish), da suo fratello, un uomo dedito alle arti marziali e che ha tutta l’apparenza di un cocainomane all’ultimo stadio, e da altri personaggi inquietanti. Ma la calda accoglienza ricevuta nasconde un tremendo pericolo…

 


Sembra (e in effetti lo è) una storia già vista. In realtà i MO BROTHERS non si sono limitati a ricalcare i cliché dello slasher occidentale, ma ci hanno messo del loro: il risultato è un film divertente, costantemente permeato da un sottile umorismo (che non degenera mai nel demenziale) e che contiene anche un pizzico di mitologia soprannaturale autoctona.

 


La storia è semplice ma non mancherà di emozionare lo spettatore; come in tutti i rape and revenge al centro della narrazione ci sono sentimenti basilari, sangue e lame, fughe e trappole; in poche parole: la lotta per la sopravvivenza.

 


Alcune ingenuità nella caratterizzazione dei personaggi si possono facilmente perdonare se si valuta il film nel suo complesso (del resto, la recitazione è buona). I meccanismi della suspense funzionano, ci sono molte trovate divertenti, gli effetti e la fotografia sono più che discreti. Il maggior pregio di MACABRE è quello di saper essere brillante e scorrevole, di possedere quella certa “freschezza” che molti film hollywoodiani vorrebbero raggiungere senza riuscirci.

 


Consigliato.



scritto da: Andrea Berneschi


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