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REPLICANTE (IL) - recensione

Titolo: REPLICANTE (IL)
Titolo originale: Wraith (The)
Regia: Mike Marvin
Interpreti: Charlie Sheen, Nick Cassavetes, Sherilyn Fenn, Randy Quaid, Matthew Barry, David Sherrill, Jamie Bozian, Clint Howard
Anno: 1986

Concentrato di immaginario anni '80 del cinema per teenagers, dalle bandane sulla testa alle macchine truccate, dai vestiti senza un minimo di gusto alle bande giovanili. La sceneggiatura sembra un collage di scene scritte a caso, ma se vi piace correre in macchina nelle strade di periferia e adorate le auto carenate allora IL REPLICANTE è il film che fa per voi. Fantascienza, horror, love story, c’è di tutto un po’. Non è bello ma a suo modo dipinge il frammento di un'epoca.

 

La solita banda di discoli drogati guidati dal violento Packard organizza corse in macchina in un paesino della provincia americana, non disdegnando di tanto in tanto pure qualche stupro. Improvvisamente compare nella zona una inquietante e fiammante automobile nera che sfida i giovinastri portandoli alla morte. Il misterioso guidatore, con tanto di tutta spaziale e armi da guerriero, non si fa mancare neppure un raid nell’officina dei birboni, bruciando tutto quanto.

 

Nel frattempo un affascinante motociclista, venuto da poco ad abitare in paese, conquista il cuore di quella che Packard considera la sua ragazza, mentre le sfide con la misteriosa quattro ruote nera continuano. La verità su un inquietate episodio che ha per protagonisti i giovani drogati torna piano piano a galla...

 

Praticamente impossibile ricostruire tutta la trama di un film che sembra girato solo con qualche idea vaga e modificata più volte da qualcuno in perenne trip da L.S.D. C’è però da dire che l’effetto “nessuna spiegazione” è applicato in maniera sistematica e alla fine sortisce pure un risultato interessante.

IL REPLICANTE non è un film travolgente, ma i personaggi rimangono in testa perché, se pur stereotipati sono inseriti in un contesto delirante. Non per nulla in America è un film di culto. Le scene delle corse in macchina non sono affatto male e le varie soggettive dei piloti riescono a far provare più di un brivido. E’ un peccato che siano accompagnate dalla solita musica metal di scrausa qualità.

 

In definitva: si può vedere. In fondo, come detto, è un cult!

 

Curiosità: il film è dedicato alla memoria di Bruce Ingram, morto durante le riprese del film in un incidente d'auto.

Curiosità numero 2: Le auto della Polizia cambiano modello in continuazione nel corso del film. A quanto sembra la produzione durante le riprese aveva optato per noleggiarle in Stati diversi per non interferire troppo sul lavoro delle autorità locali.

Curiosità numero 3: in più di una scena è ben visibile l’ombra di un cameraman riflessa nei vetri dei fiammanti bolidi da corsa.



scritto da: Francesco Cortonesi


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