a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 123




FLYING SERPENT (THE) - recensione

Titolo: FLYING SERPENT (THE)
Titolo originale: The Flying Serpent
Regia: Sam Newfield
Interpreti: George Zucco, Ralph Lewis, Hope Kramer, Eddie Acuff
Anno: 1946

San Juan, Messico.

Il Prof. Andrew Forbes custodisce niente meno che il Tesoro di Montezuma e, per mantenere segreta questa scoperta d’inestimabile valore, si serve di un mostruoso ibrido metà rettile e metà uccello, pronto a uccidere ogni ficcanaso. Manco a dirlo si tratta di Quetzalcoatl, il leggendario serpente piumato della mitologia atzeca che, più che un Dio, sembra un mastino assetato di sangue.

Le morti si susseguono, ma l’intraprendenza di un giornalista radiofonico interessato al caso, si opporrà all’avidità folle dello scienziato.

 

The Flying Serpent scopre  da subito le sue carte, sviando qualunque ipotesi di whodunit (struttura narrativa molto presente nel cinema di genere degli anni 40) e adagiandosi su una ripetitiva sequenza di omicidi per opera del suo cavallo di battaglia, un mostro volante i cui effetti sono di chiara ascendenza vampiresca (le vittime sono letteralmente prosciugate del loro sangue).

 

A perire sotto i morsi della chimera atzeca sono i simboli istituzionali per eccellenza. Non si salva uno studioso convinto da subito di aver trovato una piuma di Quetzacoalt, come non si salva lo Sceriffo della città.
Di fronte all’impossibilità del singolo, ecco però che arriva il mass media radiofonico, la potenza della comunicazione nell’etere, capace di edulcorare la realtà, giocando con la finzione, e di dominare, in nome della trasparenza, i misteri fanta-archeologici che si nascondono dietro gli omicidi (sarà proprio un congegno radio a svelare il nascondiglio del tesoro).

 

L’evidente propaganda sciorinata in The Flying Serpent, tra dibattiti collettivi sulla natura del killer nei più che classici agoni tra scienza e superstizione, pur essendo un oggetto d’interesse, finisce nell’assorbire completamente l’immaginario, relegando la componente horror nei pochi monologhi allucinati di Forbes dentro il suo dungeon.

 

E di fronte al “divertito” tentativo di Richard di comprendere il mistero popolare, basta una semplice pistola a chiudere il cerchio.

 

Siamo sicuri che la bestia volante fosse realmente un Dio?


Curiosità numero 1: Nel 1982 è stato realizzato un remake: Q di Larry Cohen.

 

Curiosità numero 2: L’utilizzo di un segno (la piuma) per marchiare la vittima e permettere alla creatura di eliminarla, ricorda il buffo espediente del Dr. Cattuthers (Bela Lugosi) in The Devil Bat (1940), in cui un profumo, presentato come dopobarba, attirava il suo pipistrello resuscitato dritto dritto sul collo del povero malcapitato.



scritto da: Marco Compiani


comments powered by Disqus