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BLACK HORROR / LE MESSE NERE - recensione

Titolo: BLACK HORROR / LE MESSE NERE
Titolo originale: Curse Of The Crimson Altar
Regia: Vernon Sewell
Interpreti: Boris Karloff, Christopher Lee, Barbara Steele, Mark Eden, Michael Gough, Virginia Wetherell, Derek Tansley
Anno: 1968

Libero adattamento da La Casa Delle Streghe di H.P. Lovecraft, scritto probabilmente sotto l’effetto di qualche goccia di L.S.D ma girato servendosi di un cast d’eccezione che vede riuniti Karloff, Lee e la Steele. Tutto sommato non è male. Non mancano neppure momenti trash D.O.C. che lo rendono bizzarro quanto basta.

 

L’improvvisa assenza di notizie del giovane Peter mette l’antiquario Robert Manning, fratello dello scomparso, sulle sue tracce, nel tentativo di scoprire cosa gli sia accaduto. L’ultima lettera risulta spedita da un vecchio castello, ma una volta sul posto il proprietario Morley, nega di aver mai conosciuto il giovane.

Robert decide comunque di accettare l’invito a pernottare in una stanza del maniero, anche per poter così assistere alla rievocazione storica della condanna al rogo della strega Lavinia. Durante la notte però un incubo spaventoso popolato da demoni cerca di spingerlo verso un patto con il diavolo. La successiva individuazione di un passaggio segreto e la scoperta di orribili maschere lo convincono definitivamente che terrificanti messe nere avvengono nei meandri del lugubre edificio.

L’atmosfera è di quelle che ti fanno rimpiangere di non aver avuto vent’anni alla fine degli anni Sessanta e il film è piuttosto godibile, a patto di non storcere il naso di fronte a pennellate trash-psichedeliche che scintillano di tanto in tanto nel corso della vicenda. Memorabile il boia con cappello cornuto e vestito solo di slip.

La Steele è qui quasi irriconoscibile, mascherata com’è da strega e dipinta di azzurro, ma riesce comunque a trasmettere una certa eleganza e inquietudine. Le scene della messa nera poi funzionano piuttosto bene, grazie anche alla presenza di alcuni misteriosi adepti che si nascondono dietro maschere animalesche per nulla rassicuranti.

Certo, la storia è così abbozzata che a tratti irrita un po’, ma Sewell, pupillo della Tigon, tutto sommato riesce a dare all’atmosfera un che di malsano e alla fine ci si diverte pure. Nonostante la malattia che ormai gli impediva di reggersi in piedi, Karloff  interpreta ottimamente un occultista costretto su una sedia a rotelle e non fa rimpiangere la straordinaria prova data l’anno prima in Il Killer Di Satana di Michael Reeves. Se vi piace il delirante d’annata questo è il film che fa per voi.

Curiosità: della serie, strano, ma vero, sembra che BLACK HORROR sia il primo film dell’orrore in cui appaiono i pompieri.



scritto da: Francesco Cortonesi


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