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LONDON VOODOO - recensione

Titolo: LONDON VOODOO
Titolo originale: London Voodoo
Regia: Robert Pratten
Interpreti: Doug Cockle, Sara Stewart, Michael Nyqvist, Trisha Mortimer, Sven-Bertil Taube, Vonda Barnes, Steve O'Halloran
Anno: 2004

Distribuito in Italia grazie alla Gargoyle Video, il film di Robert Pratten, girato nel 2004, è arrivato da noi sostenuto da un discreto battage pubblicitario che ha strombazzato ai quattro venti i numerosi premi vinti in giro per i festival del globo. Purtroppo però LONDON VOODOO delude e lascia perplessi anche a causa di qualche caduta nel ridicolo involontario. L'idea non sarebbe neppure malvagia, ma è lo svolgimento ad essere decisamente superficiale.

 

Due giovani newyorkesi con tanto di figlia al seguito si trasferiscono a Londra a causa del lavoro del marito.
Il trasferimento sembra entusiasmare entrambi, lui motivato dal suo lavoro e lei pervasa dalla speranza di riuscire a ritrovare la felicità matrimoniale di un tempo.

 

Dopo qualche giorno, nella cantina di casa dove avvengono i lavori di ristrutturazione, la mogliettina scopre una tomba misteriosa di chiara origine africana. Pronta a tutto pur di superare la noia della vita casalinga, la donna decide di non chiamare la polizia per denunciare il ritrovamento e di indagare per conto proprio, senza però rendersi conto di essere stata posseduta dal terribile spirito di una sacerdotessa guerriera che la porterà a perdere il controllo di sé stessa.

 

L’idea di parlare di riti voodoo nella Londra contemporanea non sarebbe male, ma il tutto viene visto in modo assolutamente semplicistico e imprigionato nella struttura di una sceneggiatura tanto lineare da essere quasi imbarazzante.  Pratten in ogni caso è bravo e la regia alla fine è, insieme alla colonna sonora (composta da quello svitato di Steve Severin) sicuramente la cosa migliore.

 

Tutto questo però non basta a sollevare le sorti di un film che di tanto in tanto scivola nel bizzarro, inserendo tra l’altro elementi poco chiari come la baby sitter che sembra avere loschi piani tipo La Mano Sulla Culla e invece forse è solo un po’ porca. Non manca poi sul finale un monologo ridicolo e improbabile. Intendiamoci, LONDON VOODOO non è un pessimo film perché è a suo modo guardabile, ma sorprende il numero di critiche entusiaste che ha avuto. Decisamente troppe e fuori luogo.

 

Curiosità: tra gli extra, oltre alle scene tagliate, c'è una bizzarra intervista ad un sacerdote voodoo talmente lunga e dettagliata che sarebbe possibile ricavarne un documentario degno di National Geographic.



scritto da: Francesco Cortonesi


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