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CASA DELL'ORCO (LA) - recensione

Titolo: CASA DELL'ORCO (LA)
Titolo originale: Casa Dell'Orco (La)
Regia: Lamberto Bava
Interpreti: Paolo Malco, Virginia Bryant, Sabrina Ferilli, Stefania Montorsi, Patrizio Vinci, Alex Serra
Anno: 1988

Una scrittrice americana di romanzi horror si trasferisce insieme a marito e figlioletto in un grande castello umbro, per terminare il suo ultimo best seller. Dopo poco, i suoi incubi infantili prendono forma e la donna in breve si convince di essere perseguitata da un orco che, secondo lei, le starebbe dando la caccia da ben 22 anni! Cosa potrà mai fare con un bambino da proteggere e un marito scettico al seguito?

 

LA CASA DELL'ORCO fa parte della serie Brivido Giallo: si tratta di quattro film per la televisione andati in onda su Italia 1 in prima serata nel 1988, tutti diretti da Lamberto Bava. I presupposti per un lavoro dignitoso c'erano tutti: sceneggiatura di Dardano Sacchetti, scenografie dell'esperto Antonello Geleng, musiche di Simon Boswell e attori piuttosto in forma. Eppure, questo tv-movie di Bava Jr. delude su tutti i fronti.

 

La storia aveva del potenziale, non tanto per la trovata della scrittrice che va in un castello abbandonato per cercare l'ispirazione (Shining?), ma per la presenza dell'orco nelle segrete del maniero e per la messinscena degli incubi della protagonista. Eppure, LA CASA DELL'ORCO è un film a conti fatti men che mediocre, che riesce a essere noioso anche nei (rari) momenti in cui vorrebbe spaventare. Peccato, anche perché Paolo Malco e Virginia Bryant non sono male. In un ruolo secondario, c'è anche Sabrina Ferilli con capelli cotonati in perfetto stile '80!

 

Zero sangue e violenza bandita per il pubblico televisivo fanno di questo progetto un fallimento, che non piacerà nemmeno agli amanti più assennati del genere poiché risulta privo anche di suspense e di tensione. LA CASA DELL'ORCO assomiglia a una favola per bambini in salsa horror, priva però di mordente e di quel fascino necessario a tenere alta l'attenzione. Da evitare.



scritto da: Federico Lazzeri


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