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ZONA 3 - recensione

Titolo: ZONA 3
Titolo originale: Zona 3
Regia: Roberto Loiacono
Interpreti: Mario Cellini, Angelo Donzella, Gualtiero Calligaris, Patrizia Puccio, Ornella Di Viesto, Michela Pellitteri
Anno: 2006

ZONA 3 è un film anomalo, qualcosa di così sfacciato e kamikaze da lasciare davvero basiti. E' un prodotto che va oltre l'underground, ha i tempi del cinema vero (quasi da Kolossal hollywoodiano) e ha coraggio da vendere nel triste panorama delle pellicole italiane.

Come si può non applaudire un horror italiano che mischia umori da horror splatter alla Fulci con il kung fu più virtuosistico di Hong Kong?  Come non restare a bocca aperta davanti ad una messa in scena così sfarzosa e a un ritmo che ricorda John Carpenter? Si possono certo trovare imperfezioni all'interno dell'opera, a partire dai nomi anglofoni dei personaggi che tradiscono accenti torinesi marcatissimi, o a alla parte centrale che gira inutilmente intorno a sé stessa.

 

ZONA 3 è un film che ci porta indietro nel tempo (un po' come Slither) verso un cinema che ormai non si fa più, realizzato con vera passione e senza sembrare mai un' operazione nostalgica o un mero esercizio di stile. Il film di Loiacono pesca molto da Resident Evil e da La Città Verrà Distrutta All'alba, ha pure la liricità di L'Ultimo Dei Mohicani e si avvertono echi da The Fog e da Zombi 3 (gli zombi atletici). Ciò che ne viene fuori è un prodotto poco in linea con gli standard abituali e difficilmente etichettabile.

 
Non deve stupire che i morti viventi siano karateki più esperti di Sammo Hung, perché il film segue un percorso molto simile a quello metafisico di Bruce Lee in Game Of Dead: ogni scenario è uno schema da superare per arrivare alla fine a capire chi o cosa siamo realmente.


ZONA 3 è girato davvero bene, Roberto Loiacono riesce a essere sempre originale e a non scadere mai nella banalità. La sua Torino è una selva oscura che porta dritta dritta all'inferno e all'apocalisse più nera mai vista probabilmente sul grande schermo. Ottime anche le psicologie dei personaggi. accurate e mai stereotipate, da applauso l'ultimo dialogo prima della fine.

Da recuperare al volo.



scritto da: Andrea Lanza


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