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RITORNO DI DIAVOLIK (IL) - recensione

Titolo: RITORNO DI DIAVOLIK (IL)
Titolo originale: Ôgon Batto
Regia: Hajime Satô
Interpreti: Sonny Chiba, Osamu Kobayashi, Wataru Yamagawa, Chako van Leeuwen, Emily Takami, Hirohisa Nakata, Andrew Hughes
Anno: 1966

Con un titolo italiano creato ad hoc per strizzare l'occhio a due fumetti neri in voga negli anni '60 in terra italica (Kriminal e Satanik), IL RITORNO DI DIAVOLIK è il film che prende spunto da un romanzo scritto negli anni '30 che ha dato vita, sempre in quegli anni, a un manga e a un anime. Qua da noi, il celebre personaggio era conosciuto come Fantaman, una serie di 52 episodi approdata negli anni '80 ma, i bambini di allora, probabilmente ignoravano che nel 1966 era stato realizzato questo film dal giapponese Hajime Satô (Il Pozzo Di Satana, 1965, I Mostri Della Città Sommersa, 1966 e Distruggete DC 59: Da Base Spaziale A Hong Kong, 1968).

 

In questa pellicola, vediamo il supereroe aiutare un manipolo di scienziati intenzionati a sventare una terribile minaccia aliena: un oscuro dottore ha infatti scagliato un meteorite verso la Terra che potrà essere però distrutto con il raggio di un potentissimo cannone laser. Risorto dopo essere stato bagnato con dell'acqua, Diavolik (o Fantaman, se preferite) con i suoi superpoteri (è in grado di volare e impugna uno scettro che usa per combattere) si dà quindi da fare per riportare la situazione alla normalità.

 

IL RITORNO DI DIAVOLIK è un film poverissimo girato in bianco e nero, che può però essere apprezzato in virtù delle scenografie e, soprattutto, dei costumi: Diavolik è uno scheletro con tuta e mantello, il capo dei cattivi indossa una specie di sacco di peluche e i suoi sicari sono uomini malvagi con la faccia semi-sfigurata o col volto ricoperto da pelo posticcio. Non mancano macchinari strani e raggi laser sparati alla massima potenza (beh dai, ci siamo capiti) e, pur con tutti i suoi limiti, la storia scorre bene riesce a essere abbastanza divertente.

 

Per qualcuno si tratta soltanto di un film datato simile per certi versi agli inflazionati Kaiju Eiga giapponesi, ma c'è anche chi lo ama alla follia. Diciamo che la verità, come al solito, sta in mezzo, perché se da una parte è innegabile che lo spunto sia praticamente lo stesso di tantissime pellicole con i vari Godzilla, Gamera e compagnia bella (alieni, conquista del mondo e creature strane che minacciano il Giappone e l'intera umanità), c'è da riconoscere a questo "live action" una certa fedeltà alla storia originale. Se siete amanti dei supereroi, delle tute aderenti e dei cattivissimi dalla risata satanica che vogliono invadere o distruggere il mondo IL RITORNO DI DIAVOLIK potrebbe pure stupirvi...



scritto da: Federico Lazzeri


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