a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 123




DELITTO DEL DIAVOLO (IL) - recensione

Titolo: DELITTO DEL DIAVOLO (IL)
Titolo originale: Regine (Le)
Regia: Tonino Cervi
Interpreti: Ray Lovelock, Ewelyn Stewart, Haydée Politoff, Silvia Monti, Gianni Santuccio, Guido Alberti
Anno: 1970

Stregoneria e politica per un film che molti considerano un classico. L'hippie Ray Lovelock, dopo un casuale (ma ne siamo sicuri?) incontro con un borghese capitalista, finisce in casa di tre bellissime sorelle. Avvolto da una strana atmosfera e ammaliato dalle ragazze, il giovane passa intere giornate a mangiare, a fare sesso (con tutte e tre) e a godersi la vita, ma il prezzo da pagare è in arrivo e il rovescio della medaglia di quella situazione, apparentemente spensierata, è pronto a palesarsi con tutta la sua malefica forza...

 

Gli eventi narrati in IL DELITTO DEL DIAVOLO formano una parabola che vorrebbe tracciare la situazione post sessantottina fra capitalismo e contestazione: Lovelock è qua un "capellone" (avrà altri ruoli simili nel cinema: lo vedremo ancora nei panni del sinistroide in Non Si Deve Profanare Il Sonno Dei Morti di Jorge Grau e in Avere Vent'anni di Fernando Di Leo, giusto per citarne un paio) che si trova a dover fare i conti con la borghesia. La storia che ci viene presentata illustra i modi che il "potere" usa per inglobare e per annientare chi oppone resistenza: chi comanda qua è il Diavolo (una metafora, altra figura retorica usata nel film di Cervi), che si serve di figure rassicuranti e seducenti per arrivare al suo scopo. Non è forse questa la base del capitalismo?

 

Se si decide di lasciar da parte la politica, duole dire che del film non rimane molto. Non che lo spettacolo sia di basso livello, sia chiaro, ma l'impressione che si ha quando scorrono i titoli di coda è quella di aver assaporato un piatto un po' insipido. Rendiamo però giustizia a questo lavoro: la fotografia e i set sono splendidi, Ida Galli, Silvia Monti e Haydée Politoff meravigliose (e Lovelock non è certo da meno) e le due entrate in scena di Gianni Santuccio sono davvero di gran classe. Eppure, IL DELITTO DEL DIAVOLO non riesce a convincere, forse perché la sostanza passa in secondo piano e l'unica cosa che risalta davvero è la bellezza delle attrici. Il finale cruento però non è male e fa acquistare ulteriori punti al progetto.

 

Visto oggi, IL DELITTO DEL DIAVOLO appare forse datato, ma facendosi trasportare dagli eventi arcani che vengono narrati qualche suggestione è assicurata. Da segnalare due canzoni cantate dallo stesso Ray Lovelock utilizzate per la colonna sonora: ascoltandole, verrebbe da dire che il Nostro è sicuramente più bravo come attore che come cantante...



scritto da: Federico Lazzeri


comments powered by Disqus