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DESCENT / DISCESA NELLE TENEBRE (THE) - recensione

Titolo: DESCENT / DISCESA NELLE TENEBRE (THE)
Titolo originale: Descent (The)
Regia: Neil Marshall
Interpreti: Shauna Macdonald, Alex Reid, Natalie Jackson Mendoza, Saskia Mulder, MyAnna Buring, Nora-Jane Noone, Oliver Milburn
Anno: 2005

Tensione sempre a livelli di guardia e tanta cattiveria fanno di questo THE DESCENT un prodotto interessante e per certi versi originale. Non mancano puntate nel grand guignol, ma più all’insegna del realismo che del compiacimento morboso. Convincenti l’ambientazione e il make-up delle creature, brave le interpreti.

 

Decisamente poco adatto ai claustrofobici questo horror di Neil Marshall. Definito dallo stesso regista una sorta di “Deliverance" sotterraneo, narra le peripezie di un gruppo di amiche appassionate di sport estremi che, durante una spedizione speleologica, si trovano a dover fronteggiare una mostruosa minaccia annidata nel sottosuolo.

Distribuito nelle sale nostrane con un battage pubblicitario quantomeno curioso (in alcuni cinema offrivano agli spettatori torce elettriche in omaggio), THE DESCENT ricorda un po’ quelle pellicole anni '70 a metà strada fra lo slasher e il “survivor movie” che chi ama classici come Le Colline Hanno Gli Occhi di Wes Craven ben conosce.

A differenza dei tanti copioni dell’epoca però, qui l’ironia e il gusto per l’eccesso sono banditi. Il risultato è un horror ricco di tensione e tutt’altro che trascurabile sul versante dell’approfondimento psicologico. Fin dalle prime immagini un senso di perdita e d’angoscia aleggia sulla storia (il film si apre con l’incidente mortale che strappa a una delle protagoniste il marito e la figlioletta);  la spedizione nelle caverne si trasforma così in una vera e propria discesa agli inferi, dove la lotta per la sopravvivenza viene resa ancora più difficoltosa dalla necessità di affrontare i propri fantasmi interiori.

Intrappolate da una frana, le malcapitate si renderanno presto conto di non essere sole; e dopo i primi scontri con le letali creature che popolano gli abissi, il sospetto si insinua pian piano fra di loro, al punto di non potersi fidare l’una dell’altra. Vecchi rancori riaffiorano in superficie e alla fine i cavernicoli antropofagi non saranno l’unica cosa letale da cui guardarsi…



scritto da: Corrado Artale


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