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INCUBO A SEIMILA METRI - recensione

Titolo: INCUBO A SEIMILA METRI
Titolo originale: Nightmare At 20.000 Feet
Regia: Richard Matheson
Interpreti:
Anno: 2002

Pochi hanno influito sull’immaginario (horror) collettivo come Richard Matheson. Autore prolifico e versatile, attivo sia nella narrativa pura che nelle sceneggiature, Matheson fa parte di quel ristretto gruppo di scrittori del ventesimo secolo (come Philip K. Dick, Ira Levin e, ovviamente, Stephen King…) che hanno lasciato un’impronta indelebile nei generi e sottogeneri dell’horror e della fantascienza, non solo in ambito letterario ma anche e soprattutto in quello cinematografico.

 

La produzione narrativa di Matheson annovera classici come il trittico di romanzi Io Sono Leggenda, Tre Millimetri Al Giorno e Io Sono Helen Driscoll e decine di racconti brevi fra i più iconici della letteratura fantastica contemporanea. La sua attività di sceneggiatore lo ha visto collaborare fra gli altri con Roger Corman (il ciclo degli adattamenti di Poe), Steven Spielberg (Duel) e Rod Serling (Ai Confini Della Realtà). Ma più che le opere stesse conta soprattutto la mole di stimoli, idee e suggestioni che queste hanno saputo produrre, capaci di lambire una moltitudine di autori che va dal discepolo prediletto King a uomini di cinema come Spielberg, Hooper e Romero.

 

INCUBO A SEIMILA METRI è un libro che riunisce una piccola ma significativa porzione della produzione di racconti di Matheson. Diciassette storie che ben esemplificano il suo approccio al genere horror fatto di realismo, scavo psicologico e attenta costruzione della suspense culminante nell’inevitabile finale shock: elementi che confluiranno poi nella serie tv Ai Confini Della Realtà, a cui Matheson collaborava come sceneggiatore. Proprio dal racconto che dà il titolo alla raccolta è stato tratto uno degli episodi più celebri, l’allucinante storia del passeggero d’aereo alle prese con una mostruosa presenza fuori dal finestrino (episodio rifatto poi da George Miller per il film ispirato all'omonima serie).

 

Come si vede siamo in piena antitesi alla tradizione dell’horror gotico ambientato in castelli diroccati e desolate brughiere. L’orrore qui è del tutto calato in un contesto realistico e quotidiano, fra quartieri residenziali e supermercati e il suo impatto risulta tanto più forte quando più apparentemente innocua è la situazione di partenza.

 

Matheson è bravissimo a descrivere mostruosità ancestrali che si insinuano fra le pieghe dell’idilliaca esistenza della middle-class americana: storie come Il Nuovo Vicino Di Casa, Eliminazione Lenta, Primo Anniversario, La Legione Dei Cospiratori, La Preda e Una Chiamata Da Lontano sono esempi insuperabili e spesso imitati (per l’appassionato sarà facile individuare tutte le loro filiazioni dirette o indirette) da horror con ambientazione contemporanea.

 

Decenni dopo la loro uscita, nonostante qualche ingenuità, i racconti di Matheson restano dannatamente moderni e appassionanti: sanno costruire la paura con la rigorosa precisione di un ingegnere dello spavento e sanno renderla credibile, familiare, vicina a noi. INCUBO A SEIMILA METRI è una lettura obbligata per l’appassionato di storie dell’orrore e un modello imprescindibile per chiunque voglia cimentarsi nella scrittura. In coda al libro c’è anche un’intervista all’autore, piena di chicche interessanti.

 



scritto da: Jacopo Rossi


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