a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 123




CONFLITTO FINALE - recensione

Titolo: CONFLITTO FINALE
Titolo originale: Final Conflict ( The )
Regia: Graham Baker
Interpreti: Sam Neil, Rossano Brazzi, Don Gordon, Lisa Harrow, Barnaby Holm
Anno: 1981

CONFLITTO FINALE poteva essere un buon film, ma incredibilmente, quasi tutto risulta fuori posto e più di una volta si sfiora il ridicolo. Si lascia guardare soltanto perché il ritmo non è blando e perché fino all'ultimo non si capisce dove la storia voglia andare a parare. Girato nel 1981, è l'ultimo e il più brutto capitolo della saga dedicata a Damien Thorn e al suo avvento, nei panni dell'Anticristo, sulla nostra amata Terra.

Con una trama a tratti delirante e alcuni dialoghi esilaranti, tutto quello che c'è da salvare lo si può scrivere sul retro di in un francobollo. in sintesi, l'unico elemento carino è l'idea di fondo.  Damien è ormai cresciuto ed è alla guida della Thorn Corporation, tramite la quale cerca di portare a termine il suo terribile compito, riuscendo a farsi affidare il ruolo di ambasciatore americano a Londra dal presidente degli Stati Uniti in persona.

Aiutato da uno sgherro che ne conosce l'identità, Damien prepara così la sua Rivelazione che ormai si è fatta imminente. Contemporaneamente però anche il bene sembra pronto a fare la sua parte e le stelle sono lì a dimostrarlo, tanto che un “commando” di fraticelli pronti a tutto si mette sulle tracce del satanasso, ovviamente nel tentativo di rispedirlo all'Inferno. Nel frattempo, come un novello Erode, Damien organizza una strage degli innocenti chiamando a rapporto i suoi adepti e mandandoli casa per casa a cercare il novello Nazzareno appena nato, allo scopo di eliminarlo.

 

Il film bello non è, anche se è possibile arrivare al finale senza addormentarsi grazie a un buon ritmo.  L'arrivo del Nazzareno è presentato in modo talmente bizzarro, tanto che risulta difficile capire dove il film voglia andare a parare.  Si salvano anche un paio di monologhi di Damien (Sam Neil) rivolti a un Cristo crocifisso al contrario come in una gogna.

Sia chiaro però: la regia di Graham Baker è così scialba che ci vuole una bella dose di ironia per riuscire a farsi coinvolgere dalla vicenda. Siete avvertiti...



scritto da: Francesco Cortonesi


comments powered by Disqus