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REVENANTS (LES) - recensione

Titolo: REVENANTS (LES)
Titolo originale: Revenants (Les)
Ideatore: Fabrice Gobert
Anno: 2012

Non si dovrebbe tornare dalla morte.

Non importa quale forma scegliamo per il nostro ritorno: zombie dalla pelle putrefatta, vampiri assetati di sangue o (è il caso dei ritornanti di questa serie tv) il nostro normale aspetto umano. Gli uomini e le donne che ci siamo lasciati dietro alle spalle saranno comunque sconvolti nel vederci lì, sulla porta di casa, come se niente fosse successo. Fanno bene a spaventarsi. Mentre non c’eravamo gli anni sono passati e hanno portato molti cambiamenti, alcuni evidenti, come la crescita dei nostri coetanei, nuovi matrimoni e nuovi divorzi, altri profondi e invisibili. Se poi entra in gioco anche la cronaca nera (suicidi, incidenti automobilistici, rapine, gli omicidi di un serial killer) le cose si fanno ancora più complicate. Tornare ad esistere si rivelerà per noi un’impresa ardua, forse impossibile. Il più grosso ostacolo non sarà rappresentato dalle leggi della biologia, che in qualche modo siamo riusciti ad aggirare, ma da quelle della società. E se anche qualcuno fosse così incosciente o così innamorato da accoglierci nella sua casa, siamo sicuri che questo servirà a qualcosa? Ci sarà davvero concessa una seconda chance?

 

LES REVENANTS è una serie televisiva francese di ottima fattura, vincitrice del premio Globe De Christal 2012. Questo lo spunto iniziale: in un piccolo paese di montagna alcune persone morte da anni ritornano in vita, cercando di ricominciare a vivere assieme ai loro familiari. Nel frattempo si verificano strani fenomeni: l'acqua della diga si abbassa, ci sono inspiegabili interruzioni di corrente, strane morti di animali selvatici, omicidi che ricordano nel modus operandi quelli di un serial killer del passato.

 

Non è certo solo per la sua ambientazione alpina che in molti hanno paragonato LES REVENANTS a Twin Peaks. Non c’è niente di superfluo: in sole otto puntate ci viene presentato un numero altissimo di vivi e di ritornanti, ognuno dei quali è tratteggiato in modo credibile e ha una storia interessante da raccontare. Sesso e violenza non mancano, ma a differenza di quello che succede in altre serie questi temi sono sempre usati in modo funzionale alla storia. C’è di tutto: le incertezze dell’adolescenza, le difficoltà della vita di coppia, l’orrore della follia, la rabbia, l’amore, la solitudine; ogni vita è strettamente collegata alle altre. Il fenomeno dei ritornanti è un ottimo spunto narrativo che permette di emergere alle luci e alle ombre, all’umanità e alla mostruosità, alle tragedie e ai segreti di questo paesino di montagna sul quale c’è davvero tanto da scoprire…

 

Un capolavoro. Da non perdere.



scritto da: Andrea Berneschi


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