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Nicola Lombardi, "La Cisterna" (recensione)!

Giovanni Corte, un giovane laureato pieno di speranze, si vede assegnato dal governo l’incarico di custodire una grande cisterna. Dovrà vivere per un anno in un appartamento costruito sopra quella titanica struttura in cemento, sorvegliare lo svolgimento delle attività che la riguardano, comunicare al sistema di sicurezza ogni irregolarità riscontrata. All’interno, come lui sa bene, sono rinchiusi i criminali che il nuovo sistema politico italiano, il NOM (Nuovo Ordine Morale) ha giudicato indegni di vivere. Eh sì, perché il nostro paese non è più la claudicante e imperfetta democrazia che conosciamo, ma una dittatura; gli individui devono obbedire ciecamente ai loro superiori, dimostrarsi all'altezza di ciò che viene loro chiesto e, soprattutto, non fare domande.

 

Chi non rispetta le regole finisce nelle cisterne: qui i detenuti giacciono per giorni ammucchiati l’uno sull’altro, senza luce, senza cibo, senza acqua; periodicamente giungono delle autobotti che pompano acido per smaltire una parte della carne che giace sul fondo, viva o morta che sia. Ma questo per Corte non è un problema: ha trovato un lavoro rispettabile, e il regime, se lo reputerà abbastanza fedele e capace, lo premierà. 



Non è un caso se il bellissimo romanzo La Cisterna di Nicola Lombardi, edito da Dunwich Edizioni, si apre con una citazione da Kafka: “C'è molta speranza, ma nessuna per noi”. Come nelle opere dello scrittore praghese, abbiamo di fronte individui che sottostanno a un potere enorme, disumano e dotato di cieca efficienza. Come avviene per i romanzi kafkiani, questo libro si può leggere da più di un punto di vista: politico, sociologico, metafisico… 

 


Diciamocelo sinceramente: quanti utenti di internet, quanti italiani tra quelli che conosciamo sarebbero oggi entusiasti se il nostro governo prendesse un simile provvedimento? Moltissimi, credo. Non penso si tratti di una questione di differenze tra la destra, la sinistra, altre collocazioni politiche o movimenti. L’umanità e la razionalità sembrano passate di moda, e mentre Trump rivaluta la tortura e la diseguaglianza, i principi più sani della rivoluzione francese (libertà per tutti, diritto per tutti a un equo processo, rispetto della dignità umana) sembrano scaduti a nozioni prive di significato, da etichettare come “buonismo”. 
Venite pure, forcaioli da bar, leoni da tastiera, nostalgici di duci e recinzioni spinate, a contemplare come sarà l’Italia dopo la vostra rivoluzione. Leggete questo libro. Può darsi che quello che vedrete vi piacerà. Ma forse potrebbe assalirvi qualche dubbio mai provato prima.

Mi rivolgo ora invece agli altri lettori, quelli che mi stanno più simpatici: se non avete letto La Cisterna vi siete persi una delle migliori prove offerte dall’horror italico in questi ultimi anni. Uno stile netto, asciutto, durissimo. Oltre cento pagine su un uomo chiuso in un appartamento di poche stanze, che vive praticamente privo di contatti col mondo esterno (e di flashback). Una prova del genere solo un grande narratore la potrebbe superare, e Lombardi ci riesce benissimo, costruendo una trama ricca di tensione, un’atmosfera sempre densa e una storia spaventosa e originale.

 


Davanti a quest’opera, qualcuno potrebbe dire che è riduttivo parlare di “genere horror”, e che forse sarebbe più appropriata l’etichetta “mainstream”. Io vedo le cose da un altro punto di vista: l’espressione “horror”, che non è mai riduttiva, ha più declinazioni e potenzialità di quelle immaginate dalla maggior parte dei lettori. Nella sua espressione più alta (come la fantascienza, il fantasy o le altre numerose declinazioni del “fantastico”) questo genere parla di qualcosa che ci riguarda, dei nostri problemi reali e dei veri mostri, concreti o nascosti nella mente, che ci minacciano.

Avete presente La lunga marcia di King? E La strada, di McCarthy? Il romanzo La Cisterna vi porterà a fare un giro in territori contigui a questi capolavori, ed è molto vicino a loro anche per livello qualitativo.

Il volume contiene anche il bel racconto “Nella Cisterna”, ambientato nella stessa distopia, ma con altri personaggi.



scritto da: Andrea Berneschi, 02/02/2017


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