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WILLIAM KILLED THE RADIO STAR (recensione)!

Jazz è un DJ di colore originario della Louisiana, che dopo vari spostamenti ha trovato lavoro in un’emittente radiofonica di Little Wood, cittadina immersa tra le foreste degli stati settentrionali.  È molto bravo nel suo lavoro:  sa intrattenere, dire cose simpatiche, e al momento giusto non si tira indietro se deve lanciare una battuta velenosa o provocare qualcuno.  La sua voce diverte i camionisti nei loro viaggi solitari e fa compagnia a tutti quelli che ne hanno bisogno, durante le lunghe e fredde notti del Nord.

 

Lavorando dal tramonto all’alba è ovviamente costretto a dormire di giorno;  questo a volte fa sì che qualche notizia importante gli sfugga.  La morte di William Heart, per esempio.  Originario di Little Wood, William ha percorso una sfolgorante carriera che l’ha portato, a partire dal ruolo di cantante in uno sfigato gruppo heavy metal locale, a diventare una star internazionale della canzone d’amore, in grado di rivaleggiare con Bon Jovi e Brian Adams.  Adesso non solo è morto in circostanze imbarazzanti, ma sembra che qualcuno abbia trafugato il suo cadavere… Jazz, che  non ha mai nascosto la sua antipatia per il personaggio, si troverà al centro di una trama a metà tra il thriller e la ghost story, alla quale non mancano splatter e morbosità necrofile.

 


Pietro Gandolfi dimostra con William Killed the Radio Star una padronanza perfetta dei tempi narrativi e un’alta capacità di coinvolgere, divertire e provocare il lettore.  La sua prosa è scorrevole e convincente quando descrive gli aspetti normali della vita di tutti i giorni, le relazioni tra le persone, i loro problemi, le loro psicologie;  poi tutto a un tratto gioca  a porre davanti al lettore immagini disturbanti, estreme, orripilanti (ai livelli, per dare un idea, di A serbian film). Come se il narratore che abbiamo imparato a conoscere proprio per i suoi toni rassicurante e civili, tutt’a un tratto, cambiasse la sua voce in quella di una inquieta creatura delle tenebre….

 

Soprattutto riconosciamo a Gandolfi una qualità molto rara tra gli autori italiani di genere:  la sua scrittura ha una personalità inconfondibile.  È questo, secondo noi, ciò che distingue gli Autori con la A maiuscola da quelli che nel corso degli anni saranno dimenticati.  Ed è per questo che, dopo aver letto questo bel romanzo edito dalla mai troppo lodata Dunwich Edizioni, non ci perderemo mai più una sua singola frase. 



scritto da: EL MUERTO, 06/08/2015


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