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APPUNTI SUL GRAND GUIGNOL: NAZISTI AL TEATRO DELL'ORRORE!

Di nuovo qui, su Oltretomba!

Lo sappiamo, la storia è piena di stranezze. Alcune sembrano sbucare fuori all’improvviso, quasi fossero state nascoste per secoli in una qualche dimensione parallela, in attesa dell’apertura di un varco. Altre invece sembrano essere qui da sempre, come le Piramidi, Berlusconi e la Grande Muraglia. Del resto le stranezze hanno la capacità di concatenarsi con altre stranezze per arrivare su su fino all’inimmaginabile.

 

Magari fino all'Oltretomba, dove la cosa è nota, le stranezze abbondano...

 

Forse non c'è nulla nella storia del teatro di più strano e bizzarro di quanto circonda il Grand Guignol e i suoi palinsesti intrisi di sangue. In effetti, così su due piedi, chi mai avrebbe ipotizzato anche un qualche legame tra un paesino sperduto in provincia di Pavia e il Teatro dell’Orrore per eccellenza? Per non parlare poi del fatto che il cliente più celebre fu Herman Goering che amava sedersi nelle scomode e minuscole poltroncine nel cuore di Parigi, per poi applaudire a scena aperta le pièce orrorifiche messe in scena al Grand Guignol. E ancora, chi si sarebbe immaginato il posto di Goering occupato successivamente nientemeno che dal generale Patton?  Nessun palcoscenico, va detto, è stato altrettanto grandioso e bizzarro nel suo procedere verso il grottesco simbolismo della finzione concatenata alla realtà, come quello di questo minuscolo teatro, gioia di teatranti e, strano ma vero, anche di nazisti.

 

Ma andiamo con ordine: tanto per cominciare il nome del teatro parigino fu fondato nel 1897 da Oscar Mètenier, nel quartiere di Montmarte e  il nome prese origine dalla maschera di un nano buffone creata un gruppo di tessitori provenienti da Chignolo Po, a venti chilometri da Pavia. I tessitori in questione, stanchi del loro lavoro, pensarono bene di fondare  alla corte di Francesco I di Francia, una compagnia di teatro di burattini, di cui appunto il nano Ghignol divenne la principale attrazione. E tanto fu il successo che ottennero i tessitori, che Francesco I avviò una sorta di reclutamento in quel di Chignolo per i propri laboratori manifatturieri nel centro di Lione.

 

Inizialmente il Grand Guignol attraversò una curiosa fase verista,  per passare poco dopo però, all’horror puro, con tanto di pièce infarcite di sedute spiritiche, decapitazioni, torture e omicidi. Che lo resero famoso. In effetti la morte scenica con sangue finto, all inclusive,  non era prorpio una novità (già Shakespeare, nei sui appunti, annotava “ i secchi di sangue” da portare in scena) ma non c’è alcun dubbio che fu proprio al Grand Guignol che la rappresentazione teatrale del trapasso, basata sulla semplice spettacolarizzazione del delitto efferato, ottenne la sua consacrazione. Fu però soltanto nel 1941 che gli spettacoli del bizzarro teatro parigino raggiunsero l’apice del successo, facendo registrare ogni sera in sala, pienone e applausi scroscianti fino ad attirare negli spalti torme di nazisti disposti a sfidare i censori di regime che invece vedevano nel piccolo teatro di Montmatre, un esempio di arte degenerata, quasi che al Grand Guignol si fosse in qualche modo più perversi che nei campi di sterminio.

 

Successivamente, nonostante la fine delle serate a teatro per Goering e soci, nell’immediato il vento non cambiò. Con l’arrivo degli americani, un quotidiano parigino titolò “Sangue e Budella al Grand Guignol”. L’esplicito riferimento era diretto alla visita di Patton (soprannominato Blood and Guts) al teatro amato dai nazisti.

 

Uomini e ideologie si avvicendavano, ma il teatro, è proprio il caso di dirlo, restava quello...

 

 

 

 

Bibliografia sparsa:

- Monster Show (a cura di David J. Skal) Baldini & Castoldi 1998

-Teatro del Grand Guinol (a cura di Corrado Augias), Einaudi 1972

- I misteri di Parigi (prefazione a cura di Umberto Eco), Mondadori 1966

 

 





scritto da: Francesco Cortonesi, 05/11/2012


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