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Michele Borgogni recensisce "Il cacciatore di vampiri" ("Rigor Mortis", Juno Mak, 2013)!

L'ultima cosa che ci si aspetterebbe, da un film dal titolo Il Cacciatore di Vampiri, è che dei vampiri che meglio conosciamo in occidente... non se ne veda neanche l'ombra. Eppure tutto ha un senso, anche se come spesso accade nel cinema di Hong Kong le cose sono più complicate e contorte di quanto possa apparire.

 


Chin Siu-Ho è un attore un tempo famoso per avere interpretato un cacciatore di vampiri (appunto) in una vecchia serie di film di successo, ma da un po' non ottiene lavori all'altezza. Dopo la separazione dalla moglie che si è tenuta il figlio decide di trasferirsi in uno stranissimo palazzone abitato da gente strampalata: un vecchio esorcista-taoista, una mamma traumatizzata da qualcosa avvenuto nel suo passato, una gentile vecchietta che nasconde un segreto, e ovviamente un sacco di presenze sovrannaturali che sarebbe ingiusto anticiparvi. Chin è inizialmente scettico, ma ci vuole poco a convincerlo che le cose non sono come sembrano, e l'attore dovrà usare tutto quanto ha imparato sul set e dalla tradizione per sconfiggere i tanti demoni che infestano le stanze dell'edificio.

 


Il film è del 2013, ed è stato l'esordio alla regia di Juno Mak, cantante, produttore, attore, che dimostra fin da subito una bella personalità. Nella locandina de Il Cacciatore di Vampiri campeggia infatti lo strillo "prodotto dal regista di The Grudge", ovvero Takashi Shimizu, ma Mak si allontana fin da subito dallo stile del suo mentore per cercare una strada più personale, moderna ma debitrice dei classici del cinema di vampiri cinesi del passato. Chin interpreta se stesso, la trama è ispirata ai film della serie horror comedy Mr Vampire diretta da Ricky Lau da lui interpretata, e si mette al servizio di una storia violenta e piena di sorprese e strane apparizioni. C'è tanta violenza, tanto sangue, ma anche momenti comici e scene sentimentali, come da abitudine nei film orientali. C'è anche un ritmo parecchio sostenuto e in parte inaspettato: momenti splatter, coreografie da film marziali, riferimenti al ricchissimo folklore del paese che è difficile cogliere al cento per cento, ma che rendono la pellicola ricca e intrigante.

Si nota che il budget non è stato altissimo, e gli effetti digitali non sono il massimo, ma in qualche mondo riescono a integrarsi in un comparto visivo che non cerca mai il realismo. Prese singolarmente, molte scene potrebbero essere scambiate per parti di un film cyberpunk, con corridoi anonimi, ristoranti che spuntano inaspettati nel nulla, un mix di tradizione e di distopica modernità.Gli attori sono calati nella loro parte e reggono bene la tensione, il ritmo alto permette di passare sopra a qualche ingenuità e... Insomma, ho visto il film quasi per caso, ma mi sono trovato di fronte a qualcosa che sebbene non sia un capolavoro è comunque interessante e piacevole. Un paio d'ore sicuramente non buttate.

 


Il cacciatore di vampiri è disponibile su Prime Video, miracolosamente anche in lingua originale con sottotitoli. È disponibile anche la versione doppiata, che sebbene non esaltante non è neppure tragica come altre apparse di recente sulla piattaforma di Mr Bezos. Gli appassionati di cinema asiatico non se lo lascino scappare.



scritto da: Michele Borgogni, 27/07/2021


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