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"Freaky" (recensione)!

Tutto accadde un venerdì. Nel 1976, per la prima volta. E tanto per cambiare, visto che ci troviamo su filmhorror.com, non si trattava di un venerdì 13, anche se si farebbe fatica a definirlo un giorno "normale". Anzi diciamola tutta, era proprio un Freaky Friday quello in cui la madre Barbara Harris e la figlia Jodie Foster, dopo costanti litigi, si sono ritrovate letteralmente costrette a indossare l'una i panni dell'altra, visto che per qualche strana magia durante la notte si sono scambiate i corpi. Risultati: una rinnovata comprensione dell'altra, il ritorno della pace in famiglia e dei buoni sentimenti, un successone al botteghino, tre nomination ai Golden Globe e tre remake "ufficiali", dei quali il più famoso è sicuramente quello del 2003 con Jamie Lee Curtis e Lindsay Lohan.

 


Tutto questo prima che ci mettesse le mani Christopher Landon: ragazzone americano, figlio d'arte (suo padre Michael è stato regista e attore soprattutto televisivo, noto per Bonanza e La Casa nella Prateria), ha raggiunto una certa notorietà con la sceneggiatura di Disturbia (2007) prima di trovare casa alla Blumhouse, per la quale ha scritto vari capitoli di Paranormal Activity e diretto prima lo spinoff Il Segnato e poi i due capitoli di Auguri per la tua Morte. Nel mezzo, la regia del controverso Manuale Scout per l'Apocalisse Zombie, una parodia splatter infarcita di battutacce di grana grossa che io ho trovato molto divertente, ma che molti hanno odiato.

 


Visto che uno dei motti della mai abbastanza lodata Blumhouse è "budget bassi, incassi alti", i risultati di Auguri per la tua Morte (meno di cinque milioni spesi, più di centoventi guadagnati) e del sequel (nove spesi, sessantaquattro incassati) non sono certo passati inosservati. Se per Landon la formula del rifacimento in chiave horror di un classico cinematografico (in quel caso Ricomincio da Capo) aveva funzionato così bene, perché non riprovarci? E allora avanti con Freaky! Di nuovo un venerdì, di nuovo una liceale carina ma piena di problemi come protagonista, di nuovo uno scambio di menti a far vivere equivoci, problemi inaspettati, situazioni improbabili. Solo che stavolta la bravissima Kathryn Newton non si trova nel corpo della madre, ma in quello del Macellaio di Blissfield, un serial killer che ha appena ucciso quattro ragazzini e ha rubato un antico pugnale magico. E che è interpretato da un attore che qualche anno fa non saremmo mai riusciti a immaginarci come icona horror, ma che sorprende sempre di più gli appassionati del nostro genere preferito: Vince Vaughn.


I tempi delle commedie stupide con il Frat Pack sembrano ormai lontani. Soprattutto grazie alla collaborazione con S. Craig Zahler (imperdibili Brawl in Cell Block 99 e Dragged Across Concrete) Vaughn è diventato una figura imponente, minacciosa, pesante. Il phisique du role ce l'ha sempre avuto: quasi due metri di altezza, cento chili di peso, invecchiando sembra diventare sempre più massiccio, uno di quei pugili che magari non saranno mai velocissimi con le gambe ma che sono davvero duri da buttar giù. Come serial killer è sorprendentemente credibile, e Landon non fa sconti quando lo presenta. È spietato, violento, crudele senza un vero motivo, come tutti i pazzi più spaventosi della storia del cinema e della realtà. E già nei pochi minuti iniziali si capisce già benissimo quale sarà l'andamento di questo Freaky: una vera commedia, piena di scene divertentissime, ritmo forsennato e battute memorabili, ma anche un vero horror, fantasioso, crudele, persino spaventoso.

 


La commedia horror è un genere che sembra facile, ma è in realtà difficilissimo. Se non si dedica la giusta attenzione all'uno e all'altro aspetto è facilissimo finire nella farsa più o meno pecoreccia, e mandare tutto in vacca. Landon ha la sensibilità giusta per portare avanti entrambi i percorsi allo stesso momento: è un teen slasher che segue pedissequamente tutte le regole del genere eppure è pronto a infrangerle quando più gli torna comodo; è una commedia che va sul sicuro proponendo gag irresistibili e anche molto fisiche sullo scambio di corpi, e non teme di rompere le convenzioni abbracciando esplicitamente una narrazione queer; è un film che punta il riflettore su due attori da applausi (Vaughn è perfetto anche e soprattutto quando fa la ragazzina, la Newton è magnetica) senza trascurare il resto del cast, che supporta la storia in maniera perfetta.

 


Sia chiaro, non ci troviamo di fronte a un capolavoro che cambierà le sorti del cinema, ma Freaky è uno di quei film da popcorn che ti rimettono in pace con il mondo, che ti intrattengono senza risultare stupidi e anzi abbracciando temi anche importanti, è un film da cassetta che non si vergogna di dirlo e in anni migliori avrebbe fatto sfracelli al botteghino. È uno spasso!



scritto da: Michele Borgogni, 07/02/2021


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