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ANDERS FAGER: intervista gennaio 2021

Anders Fager ha raggiunto il successo internazionale con Culti Svedesi (Svenska Kulter, 2009), una raccolta di racconti che è stata definita un riuscito connubio tra le atmosfere care a Lovecrafte uno stile più noir che può ricordare quello di James Ellroy. Nelle sue storie i Grandi Antichi e le creature della loro progenie stringono patti con famiglie umane, si nascondono dentro case abbandonate, ispirano artisti concettuali e società segrete: tutto questo in uno scenario estremamente realistico, per niente convenzionale o di maniera. Fager sa rappresentare il mondo in cui viviamo in tutta la sua complessità e il suo squallore, con una nitidezza che molti autori cosiddetti mainstream non avranno mai. 

Fulvio Ferrari ha tradotto in italiano per Hypnos Edizioni i primi due volumi della trilogia del “Mondo dei Culti”: Culti svedesi (2018) e Relazioni interspecie (2020). Noi di Filmhorror.com li abbiamo molto graditi e aspettiamo con ansia il terzo (il titolo inglese è You can not live).

 

 

[intervista a cura di Andrea Berneschi]

 

Ciao Anders, ti do il benvenuto su Filmhorror.com. 

Sono rimasto colpito dall'originalità dei tuoi racconti e dall'efficacia del tuo stile: la struttura delle storie, i personaggi, le voci dei narratori... tutto funziona alla perfezione. Quasi dimentichiamo che stiamo leggendo dei racconti horror: non ci sono stereotipi, sembra proprio vita reale. Quali autori hanno avuto più influenza sul tuo modo di scrivere? Si tratta di autori horror o anche di altri generi (giallo, weird, mainstream, dark fantasy, sci-fi)? 


Sono contento che i racconti ti siano piaciuti. Da un punto di vista tecnico penso di essere influenzato da autori come James Ellroy e William Gibson. Credo comunque che sia importante per uno scrittore avere degli input che vengano da fuori del suo campo di interesse principale, se vogliamo chiamarlo così. Se scrivi horror lovecraftiano non ha senso leggere molti altri autori di horror lovecraftiano; ti condizioneranno. (Pensa a tutte quelle stupide battute sui tentacoli che vanno avanti all'infinito nei gruppi Facebook su Lovecraft. Fanno venir voglia di ammazzarsi. Possiamo trovarci qualcosa di stimolante? Assolutamente no). Leggo molti saggi storici. Cerco di espormi a opere artistiche con cui non ho familiarità. Mia moglie lavora in una scuola di arti dello spettacolo a Stoccolma: vado là appena fanno qualcosa di nuovo e di strano. Mi interessano le opere che stimolano la curiosità.


Quante ore al giorno passi a scrivere? Hai un piano giornaliero?


Scrivere è il mio lavoro. Per cui: sì, pianifico le mie giornate. Il tempo che impiego a scrivere in opposizione a quello che passo a occuparmi di altre cose collegate alla scrittura varia sempre. Dipende anche dal tipo di progetto a cui sto lavorando. Alcuni racconti richiedono di controllare qualcosa o fare ricerche ogni due o tre righe che scrivi. Questo prende tempo. Su alcuni personaggi, poi, è più difficile concentrarsi rispetto ad altri.


Lavori su un solo racconto alla volta o scrivi più cose contemporaneamente?


Lavoro a molti progetti in contemporanea. Editare un racconto, fare ricerche per un altro, scriverne un terzo... Sapersi muovere tra differenti progetti mi risparmia un sacco di fastidi. Se a un certo punto non so cosa fare con una cosa, posso sempre lavorare a un'altra. 


Penso che il tuo stile sia molto cinematografico; mi piacerebbe che i tuoi racconti fossero adattati per il grande schermo. Sei un grande fan dei film horror?


I racconti hanno sicuramente un potenziale cinematografico; fin dal giorno in cui sono stati pubblicati mi hanno contattato registi e compagnie di produzione. Sfortunatamente non se ne è fatto ancora nulla; durante questo processo, tuttavia, ho imparato molte cose. Mi piacciono i film spaventosi o weird, ma l'horror tende ad essere un po' come il porno. Promette molto, ti eccita, e alla fine ti lascia insoddisfatto.


Puoi consigliarci qualche bel film da vedere?


Due pellicole sottovalutate sono Angel Heart (1987) e Jacob's ladder (1990). Una delle più sopravvalutate è probabilmente Hereditary. O Midsommar.


La musica è per te una fonte di ispirazione? 


La musica è stata una parte importantissima della mia vita. Eppure ho smesso di interessarmi alla scena contemporanea circa 20 anni fa. Ho dei gusti abbastanza antiquati, ma so essere anche moderno. 


Uno dei personaggi di Relazioni interspecie è un bambino chiamato Liam. A questo proposito: preferisci gli Oasis insieme o le carriere soliste dei fratelli Gallagher?


Preferisco i Gallagher insieme: è più facile in questo modo tenerli d'occhio. Liam non è un nome svedese, ma negli anni '90 da noi alcuni bambini sono stati chiamati come i fratelli Gallagher. È un po' come quei poveracci a cui hanno messo nome Elvis negli anni '50. Se è per questo, nemmeno “Elvis Andersson” suonerebbe molto svedese.


La tua creatività, come quella di Clive Barker, si applica a vari settori. Dal "Mondo dei Culti" è stato tratto un gioco di ruolo. È corretto dire che sei anche un designer di giochi da tavolo?


Chiamarmi “designer” potrebbe essere un' esagerazione. Mi diverto a scrivere per i giochi di ruolo; è dagli anni '80 che, a intervalli, lo faccio. Sono stati i giochi di ruolo, in un tempo lontano, ad avvicinarmi a Lovecraft. Detto questo, mi piace lavorare su progetti che non comportano solo “scrivere prosa”. Penso che provare (e imparare) nuove cose ti costringe a evolvere come persona e come artista.


Sappiamo che tieni anche corsi di scrittura creativa. Qual è il peggior errore che uno scrittore deve evitare?


Un buon inizio è evitare di essere pretenziosi, retorici e di buttarla in politica. Un'altra cosa utile da ricordare è che non puoi “farla franca” solo perché scrivi fiction di genere. Cerca di essere così bravo che ti leggeranno anche quelli non particolarmente interessati al tuo genere letterario. Cerca di essere più bravo possibile. E ancora meglio.


Mi ha molto divertito il film di Roy Andersson, You, the Living (Du levande, 2007). È grandioso e weird. So che John Ajvide Lindqvist è stato il primo autore Dark Fantasy a essere tradotto in italiano. Sfortunatamente non conosco molto altro della Svezia. C'è una grande scena horror/fantasy/sci-fi con riviste e webzines?


La nostra scena horror/fantasy/sci-fi è per certi versi marginale. Sono forse due migliaia di persone che vanno ogni anno alle stesse convention e si comprano riviste e libri a vicenda. Dall'altra parte la Svezia è forse il paese che esporta più cultura popolare al mondo, in relazione al numero degli abitanti. Sforniamo tonnellate di videogiochi, pop music, giochi di ruolo e naturalmente film e TV. Potresti aver sentito parlare di Minecraft. O di serie televisive come Chernobyl


Chernobyl, ma certo! Dimenticavo Johan Renck. Ho visto Chernobyl e mi è molto piaciuto; avevo anche letto il libro del premio Nobel Svetlana Alexievich a cui credo si siano ispirati. Renck è molto eclettico e estremamente bravo in tutto quello che fa, dalle puntate di Breaking Bad a Chernobyl; vanno citati anche video musicali molto diversi tra loro come Hung up per Madonna o Blackstar per David Bowie, che secondo me rivela un immaginario non troppo distante da quello Lovecraftiano. 


Puoi nominare altri artisti svedesi che si meritino di essere conosciuti dal pubblico italiano?


Al momento non me ne vengono in mente. Tutti però dovrebbero conoscere le opere dell'artista Simon Stålenhag. Ha un'ottica molto originale molto svedese. E voglio citare anche l'artista Peter Bergting, col quale ho avuto l'onore di lavorare lo scorso anno.


Dopo Culti svedesiRelazioni interspecie e ovviamente You can not live, l'ultimo della trilogia, qual è il tuo prossimo libro che vorresti tradotto in italiano?

Vorrei vedere la mia novella For the love of goddess conquistare il mondo. È ancora più gotica e strabiliante della Trilogia dei Culti. Mostra tutta un'altra parte di me stesso. Dovrebbe uscire in inglese nel 2021.



scritto da: Andrea Berneschi, 02/01/2021


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