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"Freaks" (recensione)!

Un doveroso disclaimer prima di cominciare: Freaks NON È un remake del classico di Tod Browning del 1932. C'ero cascato anche io, lo ammetto, girovagando tra i film consigliati di Amazon Prime Video, nonostante la locandina portasse in tutt'altra direzione. Ed è anche uno di quei film dei quali è bene dire il meno possibile, perché gran parte della soddisfazione dello spettatore sta nel capire da solo cosa sta succedendo veramente. Dunque, parliamo dell'antefatto.

 


Chloe (Lexy Kolker) è una bambina di sette anni che da sempre vive col padre (Emile Hirsch) in una casetta che sembra cadere a pezzi, con tutte le finestre oscurate e il divieto categorico di uscire fuori. Il padre non fa altro che dirle che deve apparire più normale possibile, le insegna delle frasi fatte da ripetere in caso le succedesse qualcosa e talvolta le urla contro: sembra uno di quei complottisti americani convinti che ci sia un piano dei rettiliani per tenerci tutti in scacco. Ma se avesse ragione lui? La bimba ovviamente scalpita per avere più libertà, e quando di fronte alla porta si ferma un camioncino dei gelati non resiste alla tentazione e decide di uscire a prendere un cono sfoggiando una bella banconota da cento dollari. Il vecchio gelataio (Bruce Dern) sembra conoscerla bene...

 


La bravura della regia (Zach Lipovsky e Adam B. Stein, il primo è colpevole dell'inutile Leprechaun: Origins, il secondo aveva lavorato praticamente solo in tv, e i due si erano incontrati sul set del reality sugli aspiranti filmakers prodotto da Steven Spielberg "On the Lot") sta tutta nel presentarci la storia dal punto di vista di Chloe, di mantenerci al suo livello e regalarci solo degli indizi (un accenno in un dialogo, un manifesto per le strade) per capire poco a poco la verità, senza pesanti spiegoni o forzature. In questo è aiutata da una protagonista classe 2009 ma che sembra nata per apparire di fronte allo schermo, e altri due attori principali di sicura esperienza. Il film, insomma, sta in piedi benissimo, e con una storia così ambiziosa, nonostante un budget risicato e qualche banalità ogni tanto nella costruzione del mondo che sta intorno alla casa (la cosa va sottolineata). 

 


La componente horror non è elevatissima, ma Freaks sa picchiare duro senza nascondersi troppo quando se ne sente la necessità: ci sono un paio di morti piuttosto shockanti, ma soprattutto è la determinazione senza limiti della bambina ad inquietare: la sensazione che una storia cominciata in un minuscolo appartamento possa evolversi in una guerra aperta per la sopravvivenza che potrebbe devastare mezzo mondo.

 

 

Mi mordo le mani per non dirvi di più, ma vi sembra poco?
Il film è disponibile su Amazon Prime Video con audio in italiano e inglese, ma come sempre più spesso accade senza sottotitoli (perché Amazon? Che vi costava?). Se potete evitate la versione doppiata perché è davvero piatta e mediocre.



scritto da: Michele Borgogni, 30/09/2020


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