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"Under the Silver Lake" (recensione)!

Alcune persone scompaiono nel nulla. I coyote possiedono tutto, ci lasciano usare gli spazi e gli oggetti per pura generosità. C'è un senzatetto che è anche un re. Smells like teen spirits, La Bamba e I want to know what love is hanno lo stesso autore. Una ragazza nuda con la maschera di civetta entra di notte nelle case di Hollywood e può uccidere chi vuole. Alcune attrici si prostituiscono per pochi dollari. E forse niente nelle nostre vite ha senso.

 

 

A cosa si è dedicato David Robert Mitchell dopo quel grandissimo film che è It Follows (2014)?

Ha cambiato stile (ma non del tutto) realizzando un noir surreale con venature di horror e di commedia.

 

 

La paranoia può accumularsi intorno a te così tanto che finisci per ridere?

Un incubo può essere divertente?

Questi sono i quesiti che deve essersi posto prima di girare questo film.

 

 

Under the Silver Lake è un chiaro omaggio a Lynch (tra gli attori c'è pure Patrick Fischler, protagonista di una celeberrima scena di Mulholland Drive), ma probabilmente anche una presa in giro di Lynch (e degli spettatori che amano scervellarsi per decifrare messaggi nascosti nelle sue opere).

Sì, sembra suggerire David Robert Mitchell, siamo al centro di una rete immensa di complotti, il mondo intero ce l'ha con noi e ci bombarda ogni giorno di messaggi segreti che dobbiamo sforzarci di decifrare, codici, numeri, lettere; ma se risolviamo questi rebus troveremo al massimo una scatola di cartone vuota, uno stupido gioco di parole, un “dietro le quinte” della realtà che è squallido, inutile, senza senso.

Per tutto il film il protagonista (Andrew Garfield) va in cerca di questo senso, di una “rivelazione”: scruta dentro le scatole delle confezioni dei cereali, nei videogiochi, nel packaging dei cd, nelle pubblicità delle riviste; invece che attraverso i testi di Marx, Freud, Primo Levi, Mark Fisher. Questo forse ci dovrebbe suggerire qualcosa. E comunque, contribuisce a rendere la sua ricerca abbastanza ridicola.

 

 

Racconta Michael “Flea” Balzary nella stupenda autobiografia Acid for the Children che lui e Anthony Kiedis quando avevano tredici anni si convinsero che un ragazzino li considerava dei freak; dunque una notte decisero di uscire di casa nudi e suonare il campanello del nemico per bersagliarlo con decine di uova. Questo non aprì la porta, così Flea e AK scorrazzarono fino all'alba per Los Angeles in quelle condizioni, lanciando i loro proiettili a chiunque capitasse a tiro.

Questo aneddoto mi è tornato in mente più volte durante la visione di Under the Silver Lake; non solo per la stessa ambientazione e lo stesso sottotesto di follia. Mi sono chiesto: un film come questo può avere lo stesso valore e significato di un lancio di uova? Se è così, qual è il bersaglio di Mitchell? Difficile a dirsi.

 

 

Divertente è divertente, e troverete tra le sue scene molte citazioni e piacevolezze da raccontare agli amici. Non annoia. È spesso un piacere per gli occhi. Ma il senso di questo film ci sfugge. E forse è meglio così.

Non proprio all'altezza di It Follows, insomma; sia come realizzazione (la suspense viene costruita in maniera efficace, ma nel secondo tempo si affievolisce clamorosamente) che soprattutto come idea iniziale.

 

 

Se gradite un film di 2 ore e dieci che sta tra l'angoscia e l'ironia, con una carrellata incredibile di ragazze bellissime (Riley KeoughCallie HernandezRiki LindhomeSydney Sweeney), alcune scene decisamente horror e altre da commedia postmoderna, dialoghi e idee originali e spesso assurdi, allora Under the Silver Lake è il film che fa per voi.

Se invece siete in cerca di un film di genere coerente e ben strutturato, in cui ogni scena ha un senso preciso, evitatelo pure.



scritto da: Andrea Berneschi, 27/05/2020


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