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"Doctor Sleep" di Mike Flanagan (recensione)!


Se torno a scrivere recensioni su questo sito, ormai, è solo per effetto di una forte emozione estetica. L'ultima è stata conseguenza della visione di Doctor Sleep (2019) dell'ottimo Mike Flanagan. Mi ha dato una carica positiva che è durata un'intera giornata, e mi ha aiutato per un po' ad affrontare lo stress della quarantena indotta dal Covid-19 e tutto quello che ne consegue. Poteri del cinema. E chissà, forse l'ho apprezzato anche perché, come altri tre miliardi di abitanti del pianeta, mi trovo chiuso in casa. 

 


Stephen King nel 1977 scrisse la storia di un uomo che decide di passare cinque mesi in isolamento con la famiglia all'interno di un grande Hotel che sorge sulle montagne del Colorado. Non c'erano virus in giro; lo avrebbero pagato. Quel tipo sfortunato credeva inoltre che con tutto quel tempo a disposizione avrebbe finito di scrivere il suo romanzo. Non sapeva (tutti noi lettori lo sappiamo, e  presto lo scoprì anche Danny, suo figlio, dotato di poteri paranormali) che l'albergo era infestato... anzi, che riferito a quella struttura l'aggettivo “infestato” era solo un pallido eufemismo.

 


In Doctor Sleep Dan Torrance, che ai tempi di Shining aveva cinque anni, è sulla quarantina. Come accade a molti bambini prodigio ha fatto una fine tutt’altro che gloriosa, diventando schiavo della bottiglia e trovando infine conforto in un gruppo di Alcolisti Anonimi. Usa quello che rimane dei suoi poteri per alleviare le sofferenze dei morenti in un ospizio. Oltre che coi traumatici ricordi legati all'Overlook Hotel, nel film dovrà fare i conti con un potente nemico. C’è una sorta di tribù nomade chiamata Il Vero Nodo che si sposta su camper e roulotte per le strade dell’America; i suoi membri si nutrono delle sofferenze dei bambini dotati di facoltà paranormali, che catturano e torturano a morte... 

 


Impresa titanica quella di  Flanagan: fare i conti sia col libro di King del 2013 che col film di Kubrick del 1980; cimentarsi nell'impresa di girare, lasciatemelo dire in modo brutale (perché è come una gran parte degli spettatori l'ha considerato) “il seguito di Shining”.

Il seguito di che cosa, in realtà? Il romanzo e il film raccontano due storie abbastanza diverse, sia nella caratterizzazione dei personaggi che, soprattutto, nel finale. Di quale  tenere conto? Come è morto Jack Torrance? Nell'esplosione della caldaia che ha causato l'incendio dell'albergo o congelato tra le siepi del labirinto, mentre l'Overlook Hotel è rimasto intatto?

C'è un altro problema: King, come tutti sanno, ha sempre parlato male della pellicola di Kubrick, che è considerata un cult da milioni, forse miliardi di spettatori. E per questo il romanzo Doctor Sleep è il seguito del romanzo Shining, non del film. 

 


Flanagan, per nostra fortuna, non si è lasciato intimidire da questo groviglio, e l'ha affrontato in modo semplice e coerente.

Come ha fatto? Si è concentrato su un unico obbiettivo. Che non è quello di gareggiare contro King o contro Kubrick, né di creare un'opera per addetti ai lavori, una impossibile chimera che metta d'accordo tutte le versioni già raccontate di questa  storia.

Ha semplicemente girato il suo film, cercando di raccontare la vicenda in tutti i passaggi in modo chiaro ed efficace, di far arrivare allo spettatore le emozioni giuste, di fargli provare meraviglia e tensione. Il finale del film Shining non va bene? Cambiamolo. Non funziona nemmeno quello del libro Doctor Sleep? Cambiamo anche quello.

 


I fan del Re possono andare alla ricerca di citazioni, richiami e rimandi intertestuali, ma uno spettatore ingenuo e provinciale nell'animo come sono io, quando guarda un film, cercherà sempre prima di tutto il piacere di seguire una storia.

Da questo punto di vista, Doctor Sleep è anche meglio di come mi aspettavo.

 


Si basa su concetti molto semplici, sui quali sarebbe difficile essere in disaccordo. 

Nel mondo ci sono delle brutte persone. Se ti trovano sei fregato. 

Anche tu hai delle risorse per affrontarli.

Se nel corso della tua vita hai già affrontato delle difficoltà, beh... invece di essere un tuo punto debole, questa potrebbe essere la tua arma definitiva. 


Un impianto concettuale adatto a un pubblico medio, popolare. Che non cerca tanto lo splatter o lo shock, ma vuole essere spaventato in modo intelligente.

È un difetto, questo?
Non siamo nei territori dell'horror estremo e sperimentale, ma bisogna saperlo e accettarlo fin dal principio.
Siete in cerca di una storia cupa ma ottimista, di quelle che insegnano che la magia esiste, e i cattivi vengono sconfitti? Lasciate sullo scaffale i DVD coi recenti film della Marvel; li ho visti praticamente tutti, ma questo mi ha emozionato molto di più.

Riuscite a immaginare un film di Harry Potter che a un tratto si trasforma in una storia di gruppi terroristici rivali, in cui i personaggi si prendono a fucilate?  Potete nella vostra mente costruirvi un film Disney, di quel periodo oscuro tra Gli occhi del parco (1980), Il Diavolo e Max (1981) e Qualcosa di sinistro sta per accadere (1983) che contenga il cadavere animato e aggressivo e nudo di una vecchia che esce da una vasca da bagno? Avrete un risultato che si avvicina a questa pellicola.

 


I personaggi e le situazioni sono trattati con grande equilibrio ed efficacia: Rose Cilindro pare in carne e ossa (merito anche della superba interpretazione di Rebecca Ferguson), Ewan McGregor - Dan Torrance è sempre convincente, la ragazzina Abra è perfetta... cambiano un po' le caratterizzazioni dei membri del Vero Nodo, che nel libro sono più caricaturali. Ma va bene così.

 

 

Le differenze col libro sono tutte giustificate: si eliminano personaggi secondari, scene  di contorno... e il finale, è davvero meglio quello immaginato da Flanagan.

 


Perché la magia esiste. 

E fa nascere film come questo.



scritto da: Andrea Berneschi, 04/04/2020


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