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Il West non è mai stato così horror: BONE TOMAHAWK! (Recensione)

Bright Hope, un tipico paesino di frontiera, subisce l'assalto di un gruppo di indiani.  Non sono Apache, né Cheyenne, né fanno parte di altre etnie conosciute;  come in certe storie di Zagor, si tratta invece di una tribù isolata rimasta all'età della pietra, che viene temuta e guardata con disprezzo da tutti gli altri popoli d'America:  sono cannibali dediti a pratiche disumane.  

 

 

Alle loro costole (hanno rapito una donna e un uomo) si mettono Franklin Hunt (Kurt Russell), uno sceriffo vecchio ma solido, il suo fedele e ingenuo aiutante Chicory (Richard Jenkins), il marito di una donna rapita (Patrick "Insidious" Wilson) e un cinico cacciatore di indiani (Mattew Fox).  Tra cavalcate, dialoghi e incontri pericolosi ci vuole un'ora e mezzo di film prima dello scontro con la tribù, ma, si sappia, attendere vale davvero la pena.  A nostra memoria mai un western-horror cinematografico (neanche il cult Se sei vivo spara) ha mai toccato simili vette splatter.  

 

 

Ottima la prova di S. Craig Zahler, alla sua prima regia (finora si è occupato soprattutto di romanzi e di musica heavy metal):  il film è originale, ben diretto, e solo raramente fa scemare la tensione accumulata.  Kurt Russell ci regala un personaggio credibile, ma anche gli altri attori sono bravi (c'è anche un cameo di Sid Haig).  I  dialoghi sono tosti, l'invenzione della tribù e del loro rifugio antidiluviano è davvero originale e azzeccata.  

 

 

Altro che The Green Inferno!  Questi sono i cannibali che spaventano.  

(Non a caso dietro ai loro volti muti intravedo un rimando ai gruppi del fondamentalismo terrorista... ma se dovessi spiegare il perché mi occorrerebbe fare più di uno spoiler, cosa che voglio evitare).  

 

 

Senza se e senza ma:  da vedere!  

 

 

(A chi volesse indicazioni di lettura Western-Horror consiglio invece di partire dal fumetto Magico Vento e dal romanzo di Cormac Mc Carthy Meridiano di sangue).



scritto da: ANDREA BERNESCHI, 19/01/2016


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