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Orrore nel corpo e nella mente: L'UOMO SENZA SONNO (recensione)!

L'uomo senza sonno (El Maquinista) è un pregevole thriller psicologico diretto da Brad Anderson, già noto per il buon Session 9. La pellicola, diventata un cult negli anni, è ricordata principalmente per l'ottima interpretazione del bravissimo Christian Bale (American Psycho, Batman Begins) che, per garantire una performance opportuna, si presenta sul set con un peso corporeo di 55 chilogrammi. Tutto questo per impersonare Trevor Reznik, un uomo che per occulte ragioni non riesce a dormire da un anno. Trevor è un uomo disperato, isolato da tutti tranne che dalla prostituta Stevie (Jennifer Jason Leigh) e dalla cameriera Marie. La sua fragile integrità mentale comincerà a vacillare quando farà la conoscenza di Ivan (John Sharian), il quale si spaccerà per un nuovo dipendente dell'azienda per cui lavora. Trevor, a causa di Ivan, provocherà la perdita del braccio di un collega di lavoro e si sentirà vittima di un complotto. 

 

 

L'uomo senza sonno è un film eccellente: i punti forti sono una fotografia unica, quasi monocroma, perfettamente funzionale alla messa in video della sceneggiatura, un montaggio delicato e sapiente e l'interpretazione degli attori. Chi altri se non Bale poteva interpretare il sensibile Reznik? L'attore non ha mai nascosto l'intenzione di poter cambiare la composizione del suo corpo per meglio interpretare i ruoli che gli venissero assegnati; basti pensare che pochi mesi più tardi darà vita al Batman di Nolan presentandosi con un fisico invidiabile di 86 chilogrammi. Certamente il fatto che il fisico di Trevor non sia realizzato mediante finzione cinematografica rende più crudele e patita la visione del film. L'intelligente Anderson, da parte sua, sa perfettamente dove vuole andare a parare e si muove con evidente maestria ed eleganza.

 

 

La pellicola, prodotta da una piccola casa spagnola, sprizza autorialità fin dai più piccoli dettagli: una lettura ricorrente del protagonista è L'Idiota di Dostoevskij. Questo dettaglio espressivo rappresenta, esattamente come nel libro del filosofo russo, l'inadeguatezza del protagonista nel mondo circostante (e che lui stesso si è creato, nel caso di Trevor Reznik). L'incapacità del protagonista di dormire si svelerà nell'emozionale epilogo, quando gli indizi rivelati durante il lungometraggio saranno finalmente resi chiari. Non mancano gli spunti horror: fra gli altri l'alone di tetralità che permea tutta la pellicola, il braccio mozzato del mitico Ironside (curiosamente non è nuovo ad arti amputati: si veda Atto di forza del 1990), ma più di tutti l'orrorifica trasformazione fisica del versatile Bale, che del resto fa parte di una più ampia e tremenda visione di fondo, collegata all'idea di espiazione.



scritto da: LORENZO CENTENI ROMANI, 16/12/2014


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