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SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO (recensione)

Adam è un vampiro che abita a Detroit.  È stato in contatto con le menti migliori di ogni generazione (Byron, Mary Wollstonecraft, Shelley, Schubert, Nikola Tesla), ora non esce quasi più dalla sua casa che si trova in una zona degradata della città e passa i suoi giorni (o meglio, le sue notti) collezionando vecchie chitarre e componendo musica.  Eve, la sua compagna, vive a Tangeri e frequenta un altro succhiasangue, Christopher Marlowe, detto Kit (si tratta del drammaturgo inglese del XVI secolo, che rivendica come suo anche l’Amleto).  I tre hanno trovato il modo di nutrirsi senza attaccare gli esseri umani e senza il rischio di trovare sangue contaminato da sostanze chimiche.  Passano il giorno dormendo;  se escono di notte cercano di attirare l’attenzione il meno possibile.  Per quanto tempo riusciranno a celare la loro vera natura?
 
I vampiri di questo film appartengono ad una sorta di aristocrazia dello spirito;  si interessano di letteratura, musica, fisica, e di ogni cosa che è, in senso lato, “ricerca”.  Non disprezzano del tutto gli esseri umani, anzi, provano per alcuni di loro una certa ammirazione (una notte Adam mostra compiaciuto ad Eve la casa del cantante Jack White, già scelto da Jarmusch per recitare in un episodio di Coffee and Cigarettes).  Il problema è rappresentato dalla gran massa dell’umanità, impegnata da sempre, invece che nella produzione di cose belle ed utili, a depredare il pianeta delle sue risorse.  Chi trascina la propria vita senza scopo, senza gusto e senza consapevolezza viene bollato da Adam con l’epiteto infamante di “zombie”.  Nei loro giri notturni in auto i vampiri percorrono paesaggi urbani visibilmente segnati dalla crisi economica (strade vuote, stabilimenti industriali abbandonati) e prevedono per il futuro altri disastri ed altre guerre (che verranno combattute per l’acqua, invece che per il petrolio).  L’umanità è una specie in declino?  Di sicuro è qualcosa da cui giova stare alla larga.

Only lovers left alive non è il miglior film di Jarmusch, ma ha un suo fascino.  Non aspettatevi un Ghost Dog in salsa vampirica o un film divertente come Taxisti di notte.  Abbiamo sei personaggi (quattro vampiri e due umani), che per la maggior parte del tempo ascoltano musica e parlano tra loro;  l’azione è rarefatta.  Nel lungo elenco dei film dedicati ai pronipoti di Dracula, comunque, uno così, del tutto privo di momenti cruenti, delicato ed elegante (filosofico, se vogliamo) probabilmente non c’era.  

La pellicola è da apprezzare, oltre che per l’idea di fondo, anche per la grande cura formale e l’ottima colonna sonora.  Bravi gli attori (in particolare spicca Tilda Swinton, nata per essere una vampira).  Dopo la visione lo spettatore sarà sicuramente incoraggiato ad essere meno "zombie";  dubitiamo però che il decadente Adam, un personaggio dal quale ci aspettavamo di più, possa essere indicato come un valido modello alternativo.



scritto da: Andrea Berneschi, 26/07/2014


SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO
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