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Il RITORNO DELL'UOMO INVISIBILE (recensione): il sequel del capolavoro di James Whale!

Goeffry Radcliffe, condannato a morte per un omicidio che non ha commesso, chiede al fratello del defunto Uomo Invisibile di iniettargli il siero dell’invisibilità per sfuggire all’ingiusta detenzione e cercare di scoprire e incastrare il vero responsabile dell’omicidio. Tuttavia l’uomo viene inutilmente avvertito del fatto che il siero dell’invisibilità porta lentamente alla pazzia, subendo così una lenta trasformazione mentale che porterà a terribili conseguenze.

 

Sequel del capolavoro di James Whale

 

Di gran lunga inferiore, ma non privo di spunti interessanti. Certo non regge il confronto con il capostipite, ma May dimostra di non aver timore reverenziale e si lancia anche in qualche sequenza piuttosto ardita, tenendo quasi sempre il protagonista al centro dell’attenzione, forte della presenza scenica di un Vincent Price, qui al suo primo film dell’orrore. Irriconoscibile, naturalmente, sotto le bende, ma inconfondibile per voce e prestanza.

 

Per buona parte della critica IL RITORNO DELL’UOMO INVISIBILE è il meno riuscito tra i sequel dei mostri partoriti dalla Universal, eppure, gli effetti speciali risultano ancora una volta strabilianti. La storia, va detto è forse un po’ semplicistica, ma il ritmo non manca e il film risulta comunque godibile.

 

E' ripresa da IL RITORNO DELL'UOMO INVISIBILE la famosa scena della sperimentazione del fluido dell'invisibilità che fa da incipit a L'Uomo Senza Ombra di Paul Verhoeven.

 

Dvd italico della Sinister di buona qualità ma purtroppo nel formato 4/3. Non adatto ai televisori di ultima generazione.

 

Curiosità numero 1: fu questo il film che lanciò Vincent Price come icona horror.

 

Curiosità numero 2: tre gli autori della storia: Joy May, Lester Cole e Curt Siodmak.  Quasi certo il fatto che il taglio definitivo delle script fu di Siodmak, autore di numerosi celebri script tra cui La Terra Contro I Dischi Volanti, Ho Camminato con uno Zombi e Frankenstein Contro L’Uomo Lupo.

 

Curiosità numero 3: Joe May, celebre regista tedesco arrivato a Hollywood in seguito al trionfo del nazismo, non era assolutamente specializzato in pellicole dell’orrore. Ha lasciato la nostra dimensione nel 1954.



scritto da: Francesco Cortonesi, 17/06/2014


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