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CANTI DELLA FORCA: il nuovo progetto di Stefano Bessoni!

E' ormai al lavoro da qualche mese Stefano Bessoni, il regista di Imago Mortis e caro amico di Filmhorror.com, in un nuovo progetto che prevede a ottobre l'uscita di un libro accompagnato da un dvd con un piccolo film, nel quale il Nostro compie un visionario viaggio tra i Fratelli di Forca, attraverso una serie di animazioni in stop-motion che danno vita ad una selezione delle poesie macabre di Christian Morgenstern. Si tratta di una sorta di strambo spin-off del film KROKODYLE,  ma anche di un teaser per promuovere lo sviluppo del  progetto cinematografico di un lungometraggio. Il titolo? CANTI DELLA FORCA. A parlarci del progetto è lo stesso Bessoni che sul suo blog scrive:

 

"L’idea di questo progetto prende spunto da una serie di componimenti apparentemente infantili dello scrittore tedesco Christian Morgenstern (Monaco di Baviera, 1871 – Merano, 1914) raccolte sotto “Galgenlieder” (Canti della Forca), “Palmstroem” e “Palma Kunkel”, una serie di testi per alcuni  aspetti accomunabili al “non-sense” carrolliano. Tali scritti sono intrisi di un grottesco spietato che trasforma il concetto di macabro in una riflessione profonda sul senso della vita, spostandosi così in territori vicini più alla filosofia ( Nietzsche in particolare) che alla narrativa per bambini.

 

I Galgenlieder sono, secondo quello che Morgestern stesso racconta in un suo commento, i canti immaginari di un gruppo d’impiccati che penzolano sul colle del patibolo, punto d’osservazione privilegiato che consente loro di poter scorgere quelle verità che un punto di vista distratto e “vitale” lascia sfuggire nel vortice della normalità, della banalità. Morgenstern affermò di aver voluto esprimere, attraverso la poesia del patibolo, la sua personale concezione del mondo, la sua meditazione sull’uomo, sulle sue piccolezze e sulle sue paure.

 

In queste serie di filastrocche ho trovato alcuni personaggi appena abbozzati: Palmstrom, Korf, il Piccolo Impiccato, il Grande Lalulà, Sofia la compagna del boia, PalmaKunkel, il Pecoro Lunare. Ho voluto inventare per loro delle fisionomie, dei caratteri e sviluppare una storia per poterli unire tutti in un’unica vicenda giocando così liberamente con il mirabolante popolo del patibolo creato da Morgenstern. Chiaramente, pur partendo da qualcosa di già scritto, si tratta di un lavoro di pura invenzione, in quanto i “Galgenlieder” altro non sono che una serie di componimenti poetici che non mostrano apparentemente una struttura narrativa coesa, il filo conduttore è rappresentato da una continuità stilistica e tematica che permette al lettore di spaziare e di fantasticare, plasmando questo mondo a suo totale piacimento.

 

Ho incontrato casualmente i Galgenlieder tanti anni fa. Era una piovosa giornata di settembre e trovai la mia copia degli scritti di Morgenstern in una piccola libreria di uno sperduto vicoletto veneziano, uno di quei posti dove puoi acquistare per pochi spiccioli delle vecchie edizioni ormai fuori commercio. Inutile dire che ne rimasi immediatamente affascinato e che decisi di lavorarci sopra, anche se mi resi conto di lì a poco che si trattava di uno scrittore praticamente sconosciuto, almeno in Italia, e che le edizioni delle sue opere erano pochissime ed ormai praticamente introvabili. Questo non poteva che accrescere la mia curiosità e la mia voglia di trarne qualcosa che potesse rendere attraverso il mezzo cinematografico le sensazioni visive che quelle strambe filastrocche mi trasmettevano. Era il 1993 o forse il 1994, per anni buttai giù schizzi su strambi personaggi, ispirandomi a quegli scritti che ormai avevo letto, riletto ed imparato a conoscere anche attraverso un apparato di scritti critici faticosamente racimolato in giro per biblioteche, poi nel 1999 decisi di fare una prima incursione cinematografica nell’universo morgensterniano e realizzai un piccolo rudimentale cortometraggio basato su una mia personale selezione dei canti del patibolo, sostenendolo con dei miei scritti aggiunti per fornirgli una semplicissima ed apparente struttura narrativa. Il cortometraggio incontrò il favore di alcuni critici, che mi onorarono della paternità della scoperta e della divulgazione di un autore misconosciuto, ma sollevò le perplessità e lo sconcerto di buona parte del pubblico, sicuramente non propenso al non-sense, soprattutto se di natura macabra. Decisi comunque che prima o poi avrei continuato il lavoro, quindi pur lavorando in questi anni su progetti più commerciali, non ho mai smesso di pensare ai Galgenlieder e di buttare giù schizzi ed appunti.

 

Spero vivamente che questo libro e questo piccolo film, oltre a far conoscere in Italia l’opera di Christian Morgenstern, possano essere d’aiuto per far decollare il progetto di lungometraggio a cui sto lavorando ormai da tanti anni.´╗┐

 

´╗┐Collaboreranno alla realizzazione del progetto la produzione INTERZONE VISIONS per tutti gli aspetti produttivi ed organizzativi, il laboratorio LEONARDO CRUCIANO WORKSHOP per la realizzazione dei burattini e delle costruzioni scenografiche, e la scuola di cinema ACCADEMIA GRIFFITH con un supporto logistico e tecnico. Le scenografie saranno di Briseide Siciliano, le animazioni di Claudia Brugnaletti, le musiche degli Za Bùm."

 

Le immagini che per adesso Bessoni ha pubblicato sul suo blog ci sembrano davvero notevoli. Aspettiamo fiduciosi!

 

FONTE: Stefano Bessoni Blog

 

 

 



scritto da: La Redazione, 29/05/2013


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