Thriller australiano realizzato con pochissimi soldi e mezzi.
Le location sono due di numero e la fotografia, soprattutto in esterno, è praticamente assente.
My Sweet Killer ha comunque il pregio di una regia particolare che in alcuni punti dimostra una certa autorialità.
Inside the movie...
My Sweet Killer getta uno sguardo agghiacciante sul terrificante mondo di Charlie Cavenaugh, un introverso ex malato mentale che cela un terribile segreto. Il suo fragile equilibrio mentale è messo a dura prova dagli angoscianti incubi in cui una giovane e bellissima donna che si è suicidata nell'appartamento ora occupato da Charlie, lo istiga ad uccidere.
Da un lato ne è terrorizzato, dall'altro ne è attratto fino all'ossessione, e fa di tutto per reincontrarla nei suoi sogni. O per cercare di portare i sogni nella realtà?
Justin Dossetti, regista poco più che trentenne, con
My Sweet Kller dimostra di avere delle qualità che però, a causa un budget limitatissimo, restano quasi completamente imbrigliate nel più classico dei "vorrei ma non psso".
Le location sono poco curate, il film è girato per lo più in esterno, alla luce del sole e la fotografia è pessima. Persino gli attori sono mediocri, se si esclude il protagonista che tra l'altro è anche lo scenggiatore del film. Qualche nota positiva però c'è:
My Sweet Killer funziona molto bene nella parte onirica e i sogni di Charlie sono di quelli che fanno paura.
Siamo davanti al classico film che avrebbe potuto essere, ma non è. Peccato. Quasi sicuramente è tutta colpa del budget.
Rating: **
Review by Cristiano Stocchi