Psycho thriller della
Hammer farcito di ambiguità e immerso in un’atmosfera sinistra e soffocante.
La sceneggiatura regala colpi di scena con il contagocce, ma lo sviluppo è praticamente perfetto e la tensione, pur senza picchi improvvisi, non cala mai.
Bette Davis come al solito è straordinaria.
Inside the movie...
La vecchia governante Nanny lavora presso una famiglia funestata anni prima da un terribile incidente mai perfettamente chiarito. Dopo tanto tempo è giunto il momento di conoscere la verità.
Il piccolo Joey infatti, accusato di aver ucciso la sorellina, ha finito di scontare la sua cura riabilitativa in una clinica psichiatrica e si appresta a rientrare tra le mura domestiche.
Tratto da un romanzo di
Marryam Model (aka
Evelyn Piper) potrebbe passare per un film di
Hitchcock.
La sceneggiatura sembra il risultato di un equazione matematica e lo spettatore viene lentamente introdotto alla conoscenza della verità che arriva come una rivelazione. Il piccolo Joey poi è un personaggio che funziona a meraviglia, perfettamente studiato per ribaltare le emozioni che si provano nei suoi confronti.
Nella storia c’è spazio anche per certe ambiguità che riguardano principalmente l’adolescente figlia del dottore del piano di sopra e il suo rapporto con il sesso.
Audace.
Certo, non è un film dal ritmo adrenalinico, ma la pazzia che sembra contaminare tutta la famiglia finisce per essere soffocante come un mezzogiorno nel deserto.
Bette Davis naturalmente ha le phisc du role e se pur più misurata che altre volte, catalizza su di se luci e ombre, innocenza e colpevolezza. Il finale forse è un po’ troppo asciutto, e qualche approfondimento in più non avrebbe guastato. Ma ha il vantaggio di arrivare all’improvviso e di avere più sfumature di quanto si possa immaginare.
Uscito nel 1965, quasi contemporaneamente al più famoso
Repulsion di
Roman Polanski, il film di
Seth Holt si inserisce nello stesso filone e per certi versi ne ricalca le atmosfere.
Da vedere.
Curiosità: l’autore della sceneggiatura
Jim Sangster, ex montatore passato prima alla penna e poi alla macchina da presa è una sorta di mito per gli appassionati del cinema dell’orrore. Artisticamente estremamente prolifico, ha firmato alcuni dei più grandi capolavori prodotti dalla Hammer tra cui
La Mummia e
Dracula Principe delle Tenebre.
Rating: ****
Review by Francesco Cortonesi